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06/10/2018

Welfare al collasso

Il Mattino

IL CASO
Mariagiovanna Capone
Il grido d'allarme del terzo settore sulla crisi del sistema dei servizi sociali e socio-sanitari è stato lanciato. E da lunedì la situazione potrebbe esplodere, dando il via a una serie di proteste sempre più dure che metteranno in serio pericolo l'assistenza per le fasce deboli (disabili, anziani, pazienti psichiatrici, tossicodipendenti). In ballo è il posto di lavoro di circa 300 operatori socio-sanitari riuniti dal capofila Ati Gesco (che riunisce varie cooperative) che, secondo la riprogrammazione dell'Asl Napoli 1, perderanno il loro posto di lavoro, come affermato dalla Cisl Fp Napoli. L'Asl avrebbe prima separato le categorie, assegnando una gara per operatori più specializzati, mentre per i socio-sanitari non solo non ci sarebbe una gara d'appalto ma «un affidamento diretto temporaneo». Gesco ha fatto ricorso al Tar, che ha accolto le istanze presentate, ma ancora nulla si muove. Così lunedì, dalle 10 alle 14, i servizi assistenziali di tutti gli operatori impiegati nei servizi psicosociali e delle dipendenze della Asl Napoli 1 si fermeranno in segno di protesta.
WELFARE AL COLLASSO
Un mese fa in un'assemblea pubblica con tutte le organizzazioni sociali della Campania si discusse a lungo sui temi dell'integrazione tra pubblico e privato sociale e sulla crisi del sistema dei servizi sociali e socio-sanitari. Il rischio concreto è che in 2-3 anni l'intero sistema di assistenza socio-sanitaria in Campania si smantelli, con almeno 30mila famiglie senza sostegno e cura, e 10mila operatori senza lavoro. «Un progressivo depauperamento del welfare e del settore socio-assistenziale» sentenziò il presidente di Gesco, Sergio D'Angelo, sottolineando come nell'ottica della riorganizzazione della sanità regionale le Asl trascurassero l'importanza del ruolo del territorio, del valore dell'integrazione socio-sanitaria e della funzione assicurata in questi anni dal terzo settore.
DISAGI IN TUTTA LA REGIONE
I gridi d'allarme da varie parti della regione sono iniziati e a essi si unisce il coro degli operatori impiegati nei servizi psicosociali e alle dipendenze della Asl Napoli 1. «È a rischio il posto di lavoro di almeno 300 operatori che dal 2012 lavoravano nel settore, prendendosi cura di pazienti ospedalizzati o in centri di cura, di ogni tipologia ed età. Parliamo di 300 famiglie che allo scadere della proroga (31 dicembre) non avranno più nulla, perché precarizzati da un sistema che sta lentamente prosciugando tutto il settore socio-assistenziale» spiega Enzo Migliore, responsabile provinciale di Cisl Fp Napoli per il coordinamento dei settori della Sanità privata, Terzo settore e Riabilitazione. Ma starebbe accadendo anche altro. «L'Asl Napoli 1 ha prima separato le categorie, assegnando una gara per alcune categorie di operatori come educatori professionali, animatori di comunità, terapisti occupazionali e mediatori culturali, gara che comunque non garantirebbe livelli occupazionali con drastiche riduzioni di personale; mentre per i socio-sanitari non solo non ci sarebbe una gara d'appalto ma ha assegnato un affidamento diretto temporaneo a un'altra cooperativa. Una situazione intollerabile». Nessuna gara, quindi, con gli attuali operatori socio-sanitari che da un giorno all'altro si ritroverebbero senza lavoro e senza neanche la possibilità di riconquistarselo «perché l'affidamento diretto ce lo impedisce».
RICORSO AL TAR
Gesco, in proprio e in qualita di capogruppo di una serie di cooperative e consorzi, si è rivolta al Tribunale amministrativo regionale della Campania (Sezione Quinta). La richiesta era l'annullamento della delibera con cui l'Asl affidava in via diretta (e senza gara) ad altri gestori i servizi socio-sanitari, di cui è affidatario Gesco con proroga. Inoltre, fa valere il diritto a concorrere a una procedura pubblica per l'affidamento dei servizi. Il Tar si pronuncia in suo favore agli inizi di settembre e accoglie le richieste di annullamento. «Ancora non c'è un piano per risolvere la questione» continua Migliore. «Lunedì quindi siamo costretti a far sentire la nostra voce e sospendiamo le attività assistenziali dalle 10 alle 14, di tutti gli operatori impiegati nei servizi psicosociali e delle dipendenze della Asl Napoli 1, tranne quelle di emergenza, rianimazione e blocco operatorio. Se non arriveranno proposte per un accordo che tuteli i lavoratori, attiveremo le procedure per uno sciopero a oltranza».
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