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07/08/2018

Vendita Ilva, la trattativa si arena

La Gazzetta Del Mezzogiorno

CASO SIDERURGICO FUTURO INDUSTRIALE E SOCIALE
Nessun passo avanti nel vertice al ministero. Di Maio: «Arcelor Mittal batta un colpo»
ALESSANDRA FLAVETTA l ROMA. Il Piano occupazionale di Arcelor Mittal è sempre lo stesso: 1.100 assunzioni dirette subito, che scenderanno ad 8000 nel 2023; 2500 esodi incentivati, 800 lavoratori in esubero all'Ilva di Taranto e 400 nel sito di Cornegliano, con la Fiom di Genova che già minaccia nuovi scioperi, anche se gli esuberi resterebbero in capo alle nuove società costituite con Invitalia dal gruppo siderurgico in amministrazione straordinaria per fare le bonifiche. Ecco perché «ora non ci sono le condizioni per far ripartire il tavolo della trattativa sindacale» con il potenziale acquirente dell'Ilva, che deve «battere un colpo» sull'occupazione facendo una controproposta a governo e sindacati, se vuole riprendere il negoziato, già questa settimana, che potrebbe andare avanti per tutto agosto. In parallelo procederà l'inchiesta dell'Avvocatura dello Stato sulla procedura di gara che ha assegnato i complessi industriali del siderurgico, nel giugno 2017. Lo ha assicurato il superministro Luigi Di Maio al termine dell'incontro sull'Ilva al ministero dello Sviluppo, dove le parti sociali hanno ripreso il negoziato sul piano occupazionale, interrotto il 10 maggio scorso. «Domani mattina, al massimo domani pomeriggio (oggi ndr) manderemo la richiesta di parere in autotutela all'Av vocatura dello Stato per l'annullamen to della gara: se saranno riscontrate criticità ed irregolarità tali da compromettere l'interesse pubblico, la responsabilità - chiarisce il ministro nel corso di una conferenza stampa - è dello Stato che ha agito male, non del privato». Il vicepremier spera che «la risposta possa arrivare prima di metà agosto», ma in realtà si attende per il 24, visto che ha richiesto più tempo del previsto preparare tutte le carte. Sull'occupazione «Arcelor Mittal si sposti dai numeri che ha fatto a Calenda o non ci sono passi in avanti», ha osservato Di Maio. I metalmeccanici, come è noto, vogliono dare una collocazione a tutti i lavoratori dell'Ilva, che oggi sono scesi a 13mila, nella continuità contrattuale. Francesca Re David, segretaria generale della Fiom-Cgil, chiede un nuovo piano a Mittal che «porti vantaggi anche ai lavoratori» e non solo alla multinazionale franco-indiana. Quest'ulti ma giudica «positivo» l'incontro di ieri che «ha consentito la ripresa del dialogo» e si è detta pronta a dedicare i prossimi giorni «all'approfondimento delle rispettive posizioni, alla verifica di questioni tecniche e legali e alla definizione - si legge in una nota di Mittal - di successive ipotesi di lavoro in modo da potersi incontrare nuovamente a breve su basi più efficaci». Per il leader della Uilm Rocco Palombella , invece, la responsabilità dello stallo è dell'azienda, che ha confermato i 4.000 esuberi e sul giallo dello stanziamento dei 250 milioni necessari per gli incentivi agli esodi volontari spiega: «I 250 milioni ci sono a condizione che Mittal assuma la regia dello stabilimento, senza il fitto aziendale di cui sono una quota, invece, quei soldi non ci sono». Palombella auspica subito la riconvocazione del tavolo, non esclusa già questa settimana dal ministro Di Maio, consapevole che «ci sono soldi solo per altri 44 giorni» per l'amministrazione straordinaria, prorogata fino al 15 settembre. Mentre per il leader della FimCisl, Marco Bentivogli, si è perso solo altro tempo. Criticando il contratto siglato dal precedente governo, il vicepremier se l'è presa anche «con i partiti che invece dell'ambiente hanno fatto gli interessi delle grandi lobby» e si è detto molto preoccupato da «una paradossale situazione in cui il privato ha già un contratto con un numero di dipendenti da assumere e anche senza un accordo sindacale può entrare in fabbrica», soluzione sconsigliata dal ministro. È la procedura di gara stessa, rileva, che impedisce la decarbonizzazione dello stabilimento, perché «il modello produttivo di riferimento è basato sugli attuali altiforni, e si è dato meno punteggio alla tutela dell'ambiente che all'offerta economica». Quindi Di Maio, che esclude un altro decreto Ilva, non andrà in ferie per seguire le vicende dell'acciaieria, vacanze che invece l'esponente azzurra Elvira Salvino lo invita a fare, «così si schiarisce le idee sull'Ilva».

Foto: L'APPELLO DEI SINDACATI «Chiudere presto sulla vendita. Ci sono soldi solo per altri 44 giorni per l'amministrazione straordinaria»


Foto: IL MINISTRO SULLA GARA D'APPALTO «In caso di criticità e irregolarità contro l'interesse pubblico, la responsabilità è dello Stato che ha agito male, non del privato»


Foto: ACQUIRENTI Gert Vanpoelvoord, Samuele Pasi, e Annalisa Pasquini, vertici di Arcelor MIttal, all'incontro sull'Ilva ieri a Roma

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