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27/09/2018

Unidav, il Cda resta in sella Marvasi vince il ricorso

Il Centro

Università telematica: regolamento di conti all'interno del partner slovacco Ma ateneo e fondazione d'Annunzio sono già pronti a riprendersi la da Vinci
di Arianna Iannotti CHIETI Unidav non si cambia. Lo ha stabilito il giudice Nicola Valletta che ha firmato un'ordinanza in cui conferma il decreto del 25 luglio scorso, quello che ha rimesso in sella il vecchio consiglio d'amministrazione dell'università telematica Leonardo da Vinci. Il primo round va dunque al presidente del consiglio d'amministrazione Tommaso Marvasi , che una volta defenestrato dal cda Unidav è subito ricorso al giudice. Valletta, letto il ricorso, il 25 luglio scorso ha sospeso l'efficacia delle nuove nomine, fissando una nuova udienza che ha confermato la prima decisione. Tutto parte il 19 luglio quando Lorenzina Zampedri , in qualità di presidente del cda Sevs (il partner istituzionale slovacco che ha la maggioranza del cda Unidav), revoca improvvisamente tutti i propri consiglieri d'amministrazione, nominando un nuovo cda. Ma Valletta pensa che la Zampedri il 19 luglio non avrebbe potuto provvedere né alla revoca né alle nuove nomine perché il 25 maggio «era stata revocata la nomina di Lorenzina Zampedri quale componente del consiglio di amministrazione Sevs». E dunque, osserva il giudice nell'ordinanza, c'è un «fumus iuris», vale a dire una parvenza di diritto «di insussistenza stessa del potere di revoca di consiglieri Unidav sì come esercitato». Valletta, nell'ordinanza, parla anche di una «cognizione necessariamente sommaria posta in essere», visto che tra l'altro si tratta di un regolamento di conti tutto interno all'università slovacca Sevs che si muove in base alla regole del diritto slovacco. Ciò nonostante il giudice ha rilevato una «insussistenza del potere di revoca di consiglieri Unidav sì come esercitato». Nell'ordinanza viene anche rigettata la costituzione in giudizio presentata dal Miur, dall'ateneo d'Annunzio e dalla Fondazione d'Annunzio. Dalla presidenza Unidav si esprime «amarezza per essere intervenuti gli illegittimi provvedimenti che hanno imposto il ricorso alla magistratura in un momento in cui l'Unidav era fortemente impegnata in un'azione di sviluppo e di innovazione». Ma la vicenda non sembra potersi chiudere così. Da una parte c'è la Zampedri che ha già annunciato un nuovo ricorso alla magistratura. Dall'altra l'università d'Annunzio e la fondazione d'Annunzio che hanno già ritirato il gradimento alla Sevs in base a una sentenza del Tar che annulla il bando che ha portato l'ateneo slovacco all'interno dell'università telematica.

Foto: La sede dell'Unidav nel palazzo di vetro di Torrevecchia Teatina

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