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28/07/2018

Un imprenditore che non teme il decreto Dignità

La Verita' - MARIO GIORDANO

Caro Giordano, sono ancora un imprenditore (a 77 anni suonati), in supporto ai figli, ai quali (entrambi laureati, uno in economia e commercio, l'altro in ingegneria dei trasporti), oltre 25 anni fa pensavo di avere fatto il «regalo» di non dover cercarsi un posto di lavoro. Poi dal 2011-2012 il «regalo» si è rivelato una maledizione per loro. Siamo un'azienda con 20 dipendenti nel settore manutenzione stradale, ogni giorno ci scontriamo con una burocrazia sempre più ottusa, colleghi sleali, nuovo codice degli appalti, ecc. I miei figli non vogliono più continuare. Da sei anni ci siamo tolti da Confindustria. Non ho mai avuto vertenze fiscali né sindacali, né abbiamo ricevuto i bonus di Matteo Renzi per i lavoratori a tempo determinato che diventavano a tempo indeterminato (i nostri dipendenti sono già tutti a tempo indeterminato, alcuni da oltre 25 anni). In conclusione: cosa posso temere dal cosiddetto decreto Dignità? Luigi Giordanino email Mi scusi, caro Luigi. Lei mi ha scritto di «non aver l'intento» di vedere la sua lettera pubblicata. E invece io gliela pubblic 0 perché sono convinto che rappresenti bene il pensiero di tanti imprenditori: il decreto dignità sarà sicuramente criticabile e perfettibile, per l'amor del cielo. Ma farne il simbolo di tutto ciò che è male per le imprese fa ridere. Fatto da quei geni di Confindustria, poi... (A proposito: perché lei se n'è andato?).

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