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10/12/2018

Ue più vicina, ma vuole altri tagli alla spesa

Corriere della Sera - Ivo Caizzi e Enrico Marro

Il timore di alcuni Paesi che l'Italia riduca il contributo a Bruxelles se salta l'accordo per evitare la procedura Oggi nuovo vertice A Palazzo Chigi è atteso oggi un nuovo vertice sulle modifiche alla manovra
«A questo punto è solo una questione politica», spiegano ai piani alti del governo, dove si intravede un cauto ottimismo sulla possibilità di raggiungere un'intesa con Bruxelles che eviti l'apertura di una procedura d'infrazione contro l'Italia a causa della legge di Bilancio. Il governo ritiene di star facendo la sua parte. Sta lavorando per ridurre il deficit fissato ora al 2,4% del Pil nel 2019, e per depotenziare le misure che più preoccupano l'Ue, cioè «quota 100» sulle pensioni, che avrà una durata triennale, e il «reddito di cittadinanza», che sarà strettamente legato al reinserimento al lavoro. A Palazzo Chigi, dove oggi si terrà un vertice per mettere a punto le modifiche alla manovra da presentare al Senato, si aspettano quindi che la Commissione colga queste novità ed eviti impuntature su qualche decimale di deficit, tanto più mentre si accendono focolai di crisi economica e sociale in Europa. «Mi rifiuto di pensare che per uno zero virgola scattino procedure o sanzioni», ha detto il vicepremier Matteo Salvini a «Mezz'ora in più».

E che la situazione stia cambiando trova riscontro anche a Bruxelles. Aumentano infatti le pressioni dell'asse franco-tedesco e di altri governi favorevoli a un compromesso politico sulla manovra italiana. Il presidente francese Macron è diventato più disponibile perché - per accogliere le proteste di massa dei «gilet gialli» - vorrebbe superare i limiti di bilancio concordati con Bruxelles (dopo già 10 anni di deficit eccessivo). La cancelliera tedesca Merkel, contraria a uno scontro Ue-Italia con rischi sulla stabilità dell'eurozona, si è rafforzata con la vittoria della sua «delfina» nel congresso della Cdu, rispetto alla destra del partito in sintonia con i rigoristi nordici (Olanda, Finlandia, Austria, ecc). Il premier spagnolo Sanchez intenderebbe respingere la richiesta della Commissione di attuare correzioni sul bilancio 2019, condividendo con Roma la linea delle misure espansive. Il premier polacco Morawiecki ha appoggiato ufficialmente la manovra italiana. Altri Paesi dell'Est e del Sud temono di perdere fondi Ue, se l'Italia dovesse finire in procedura per deficit eccessivo a causa del debito. Questo perché l'essere giudicata in serie difficoltà finanziarie consentirebbe di chiedere un taglio dei versamenti all'Ue (circa 5 miliardi annui in più di quanto riceve), grazie al precedente dello «sconto» ottenuto dalla premier britannica Thatcher e poi da vari Paesi nordici.


Fin qui il quadro politico. Resta che per i tecnici della commissione il deficit dovrebbe calare all'1,9%, il che significherebbe tagliare 8-9 miliardi, ma finora Lega e 5 Stelle hanno dato l'ok a tagli per 3,5-4 miliardi su «quota 100» e «reddito di cittadinanza». Altre risorse potrebbero arrivare da misure di spending review. Ma il deficit resterebbe sempre ben sopra il 2%.


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Paesi che contribuiscono più di quanto ricevono Paesi che ricevono più di quanto contribuiscono Fonte: Commissione Europea/Bloomberg 10 5 0 -5 Germania Francia ITALIA Paesi Bassi Gran Spagna Portogallo Ungheria Grecia Romania Polonia Bretagna Dati in miliardi di euro I contributi netti all'Europa

Welfare

I risparmi

su «quota 100»

Un paio di miliardi in meno per «quota 100» e almeno 1,5 per il «reddito di cittadinanza». È il taglio dei due fondi che dovrebbe arrivare al Senato con il maxiemendamento del governo teso a trovare l'accordo con la Ue. Il risparmio sui pensionamenti anticipati (a 62 anni con 38 di contributi) sarebbe legato alle «finestre» d'uscita trimestrali, cui si aggiungerebbero 6 mesi di preavviso per i dipendenti pubblici. Le prime pensioni con «quota 100» sarebbero dunque pagate ad aprile per i privati e a ottobre per i pubblici. Il «reddito di cittadinanza» fino a 780 euro al mese dovrebbe partire a marzo-aprile.


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Lavoro

Lo sconto

sui premi Inail

Più soldi per le imprese e per gli investimenti. Al Senato potrebbe essere aumentata al 50% la deducibilità dell'Imu sui capannoni già portata alla Camera dal 20 al 40%. Dovrebbero inoltre essere tagliati, in media di un terzo, i premi Inail (infortuni sul lavoro) a carico delle aziende. Il vicepremier, Luigi Di Maio, ha inoltre annunciato lo sblocco dei pagamenti arretrati per circa 30 miliardi ai fornitori della pubblica amministrazione, attraverso misure che coinvolgeranno la Cassa depositi e prestiti. Attesi, infine, provvedimenti per favorire gli investimenti, dalle grandi opere, con la modifica del codice degli appalti, alle piccole.


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Trasporti

L'ecotassa divide

la maggioranza

Il governo dovrà rimettere mano all'emendamento dei 5 Stelle approvato alla Camera che istituisce un sistema di tassazione bonus-malus sugli acquisti di auto, premiando quelle elettriche e ibride con uno sconto fino a 6mila euro e punendo quelle ritenute più inquinanti con un aggravio fino a 3mila euro. Il vicepremier Matteo Salvini ha detto che la norma verrà modificata, cancellando ogni nuova tassa. I 5 Stelle vogliono comunque mantenere una misura che orienti il mercato verso le auto meno inquinanti. L'altro vicepremier, Luigi Di Maio, incontrerà domani le industrie automobilistiche, i sindacati e le associazioni dei consumatori.


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