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26/09/2018

«Troppe anomalie nella selezione Tutelare i professionisti esclusi»

QN - La Nazione

NON CI sta Francesca Cagianelli. Il verdetto del Comune che ha 'incoronato' primo direttore dei musei civici Paola Tognon, secondo la storica dell'arte farebbe acqua da tutte le parti. Da qui la decisione di ricorrere al Tar. La Cagianelli con gli avvocati Lucia Casale e Elena Pagni, ha presentato un ricorso notificato il 19 settembre, per chiedere l'annullamento della selezione. «C'è stata una procedura selettiva che si è conclusa con un colloquio discrezionale del sindaco, che poteva nel caso anche riservarsi di non nominare nessuno. Mentre, come ha evidenziato lo studio legale, lo statuto del Comune prevede in caso di selezione di personale specializzato una procedura concorsuale. Che però non c'è stata - spiega la Cagianelli - Questa contraddizione tra statuto comunale e tipologia della procedura selettiva è stata poi evidente nei confronti di noi candidati, dunque è materia di riflessione non solo per me ma anche per le altre 17 persone che si erano proposte per ricoprire l'incarico. Le quali hanno presentato curricola molto variegati, ma c'è da dire che non esiste agli atti acquisiti dallo studio legale una graduatoria firmata e formulata dalla commissione tecnica. La riflessione riguarda anche la discrezionalità che ha pesato nella scelta finale, una discrezionalità che oggi ci si auspica essere bandita da ogni procedura concorsuale - prosegue - E tanto più dovrebbe essere fuori da una procedura come questa, con l'obiettivo di scegliere un direttore scientifico altamente specializzato». La Cagianelli punta il dito anche verso la proroga che il bando stesso «ha subìto nel mese di giugno - sottolinea - Una proroga irrituale, che non avviene quasi mai in una procedura concorsuale». «Ciò che ha alimentato i sospetti della ricorrente sulla regolarità di questa procedura, è stata la decisione assunta "in corsa" - dopo la pubblicazione dell'avviso di selezione - su precisa richiesta del Capo di Gabinetto del sindaco - lo stesso che verrà nominato con successiva determina a presiedere la commissione di esame - di riaprire i termini della procedura al fine "di poter aggiungere tra le lauree accettabili anche quella in lettere", si legge nel ricorso. «Per giunta - si legge in un altro passaggio - a seguito di tale modifica dell'avviso di selezione, è casualmente risultato vincitrice un soggetto in possesso della sola laurea in Lettere, che in origine non avrebbe potuto partecipare». «QUANDO si cerca un direttore scientifico è insolito aprire a un'ulteriore e diversa laurea, visto che per questa figura solitamente è richiesto il titolo di laurea in storia dell'arte. Si deve restringere il campo, per andare a caccia di professionalità: non allargarlo. Purtroppo - conclude la Cagianelli - non c'è un albo che tutela chi come me ha questo titolo, ecco perché capita che laureati da altre facoltà possano accedere a cariche come quella di direttore museale. Mi auguro che venga fatta chiarezza, ma tengo a dire che questo non è un caso personale. Lo studio legale ha trovato anomalie nella procedura e mi ha supportato in un percorso di tutela, la stessa che meritano anche gli altri esclusi. Mi auguro che infine il Comune abbia il miglior direttore possibile, che non può però essere qualcuno che non ha dedicato la propria carriera alla valorizzazione degli artisti che caratterizzano le collezioni dei musei comunali. Come ho fatto io». Irene Carlotta Cicora Il ricorso al Tar

Cagianelli con gli avvocati Lucia Casale e Elena Pagni ha fatto un ricorso per annullare la selezione


Francesco Belais

«Non entro nel merito, ma ritengo che la commissione abbia operato nella massima trasparenza e correttezza, come richiesto»

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