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05/06/2019

Tregua gialloverde: lo Sbloccacantieri va, il Salva-Roma rinviato

Il Fatto Quotidiano - CARLO DI FOGGIA

Probabile fiducia sui decreti PACE ARMATA
La Lega incassa una serie di deroghe al Codice degli appalti, prima tra tutte le mani libere per i sindaci dei piccoli comuni Il dl Crescita I " padani " tengono in ostaggio la norma per liberare spazio nei conti della Capitale Guerra ai Benetton? Resta invece lo " scudo " per i funzionari del Mit che firmano la revoca delle concessioni
Una dozzina di modifiche, per così dire, minori in cambio della cessazione delle ostilità, nessuna per la verità particolarmente virtuosa. Alla fine M5S trova l ' accordo con la Lega sul decreto Sblocca-cantieri su cui martedì notte si era schiantato il primo vertice di governo dopo il discorso di Giuseppe Conte, che aveva chiuso la riunione a Palazzo Chigi assai infastidito. La giornata si apre con l ' a ppello del premier al Carroccio affinchè eviti di impuntarsi sulla sospensione di due anni del codice degli appalti ( " g enererebbe il caos " ) inserita in un emendamento al provvedimento fermo in Senato (scade il 17 giugno). A quel punto parte il vertice tra relatori e capigruppo e la quadra si trova, anche sull ' emendamento che fa da scudo ai funzionari che firmano la revoca delle concessioni autostradali. Accordo che ancora manca, invece, sul decreto Crescita (fermo alla Camera, scade a fine giugno), dove si battaglia per la norma sul debito di Roma: è quasi certo, però, che alla fine quest ' u l t ima dovrebbe finire in un provvedimento ad hoc che riguarderà anche altri Comuni. Entrambi i decreti saranno probabilmente approvati col voto di fiducia. CANTIERI. Il primo passo per l ' accordo viene trovato con la rinuncia della Lega a sospendere una gran parte del codice degli appalti del 2016. Una norma " in a p p l i c a b i l e " , come ha chiarito anche il presidente de ll ' Anac Raffaele Cantone, bocciata da sindacati e Ance (i costruttori) ed elogiata dalla sola Confindustria. È servita però alla Lega per incassarne altre minori su cui M5S avrebbe soprasseduto. In buona parte sono sospensioni. Viene sospeso, per dire, fino al 2020 l ' obbligo di nominare nelle commissioni aggiudicatrici un terzo commissario indipendente preso da un albo dell ' Anac. Sospeso anche l ' ob bligo per i " Comuni di procedere alle gare, rivolgendosi alla stazione appaltante qualificata " . In sostanza, quelli più piccoli (cioè non capoluogo) potranno fare da stazioni appaltanti autonome e provvedere a emanare i bandi. È un vecchio pallino della Lega dare più libertà di azione ai sindaci dei piccoli centri. Problema: queste amministrazioni spesso non hanno competenze adeguate e così è probabile che venga esternalizzata anche la progettazione, con tutti i rischi del caso. Viene anche sospesa fino al 2020 la norma che limitava il ricorso all '" ap palto integrato " . Di fatto è un via libera al ritorno del general contr actor , l ' appaltatore che fa insieme progettazione esecuzione e collaudo previsto dalla Legge Obiettivo del governo Berlusconi, definita " criminogena " da Cantone. Le restanti norme sono conferme di articoli già contenuti nel decreto, un po ' peggiorati: il tetto per subappaltare i lavori resta al 40%, invece di salire al 100% sospendendo il codice come chiedeva la Lega, e non c ' è obbligo di indicare la terna dei subappaltatori; resta pure il massimo ribasso come criterio preferito per gli appalti fino a 5 milioni; su questi ultimi però Salvini & C. incassano la possibilità di evitare le gare (basterà fare una procedura negoziale chiamando una serie di imprese: poche se l ' appalto è piccolo, sempre di più man mano che si sale). In sostanza, M5S incassa lo stop all ' arma fine di mondo della Lega, in cambio di modifiche per molti versi peggiorative a un decreto che non brillava già prima per virtuosità. " Alla fine si sospenderanno dal codice le tre norme su cui siamo sempre stati d ' accordo, ci saranno meno scartoffie che hanno rallentato l ' e c o n om i a senza sacrificare la legalità e controlli " , dice Luigi Di Maio. " Un accordo al ribasso, altra corsa a spese degli italiani " , sostiene Silvio Berlusconi. LO SCUDO. L ' accordo fa salvo anche l ' emendamento allo Sblocca cantieri depositato dai relatori che tutela i funzionari ministeriali che firmano la revoca delle concessioni autostradali. Nell ' ultima formulazione lo scudo passava dal vaglio dell ' Avvocatura di Stato, sostituita ora dalla registrazione della Corte dei Conti. La norma, voluta dal ministro dei Trasporti Danilo Toninelli, è stata avallata da Palazzo Chigi nonostante la forte contrarietà del leghista Giancarlo Giorgetti. Il motivo è ovvio: il primo bersaglio potrebbe essere Autostrade dei Benetton (di revoca si parla dal giorno del crollo del Morandi). Un segnale alla controllante Atlantia mentre tratta col governo per entrare nel salvataggio di Alitalia. DECRETO CRESCITA. La trattativa va avanti fino a tarda sera. E fa slittare l ' approdo in aula alla Camera alle 15 di oggi (il governo quasi certamente porrà la fiducia). Il nodo è la norma " salva-Roma " , che trasferisce al Tesoro i vecchi debiti del Comune per evitare il collasso della gestione commissariale del debito storico (quello ante 2008), alimentata con fondi del ministero del Tesoro e con le tasse dei romani. Una norma tecnicamente ineccepibile e senza oneri per lo Stato (il Tesoro potrebbe anzi risparmiare rinegoziando i mutui). La Lega l ' ha impallinata dipingendola come un favore all ' amministrazione Raggi. Nel decreto è finito così un testo monco, il cui unico effetto è aprire un buco nei conti del Comune di 340 milioni fino al 2028. M5S vorrebbe ripristinare il vecchio testo, il Carroccio vuole che vada in un provvedimento a parte che riguardi altri Comuni. Ed è così che alla fine dovrebbe finire. © RIPRODUZIONE RISERVATA