MENU
Chiudi
18/10/2018

Trasporti nello Stretto, tre vertenze in ballo

MF - Elisabetta Raffa

INCERTEZZA PER LIBERTY LINES, FERROTEL E SERVIRAIL
Ancora una volta nell'occhio del ciclone i collegamenti nell'area dello Stretto. In gioco non solo la qualità del servizio, che inevitabilmente risente del clima di incertezza, ma anche i 72 posti di lavoro degli ormai ex dipendenti della Liberty Lines, la società che fino al 30 settembre scorso garantiva il trasporto passeggeri sulla tratta Messina-Reggio Calabria. Dall'1 ottobre la gestione del traghettamento veloce è totalmente pubblica, un passaggio richiesto da tempo dalle organizzazioni sindacali di categoria, ed è stata affidata alla società BluFerries, controllata del Gruppo Ferrovie dello Stato che è già presente sulla Messina-Villa San Giovanni. Il tutto nell'attesa che dal 1° gennaio 2019 scenda in campo BluJet, la società di navigazione di Rfi costituita di recente, che curerà in esclusiva il traffico passeggeri tra la Sicilia e la Calabria. «Già a luglio scorso avevamo invitato le istituzioni a ricercare soluzioni idonee alle esigenze di mobilità degli oltre 10 mila pendolari dell'area dello Stretto», spiega Michele Barresi, segretario generale UilTrasporti Messina, «c'è voluta l'ennesima emergenza con la cessazione lo scorso 30 settembre della concessione della Liberty Lines sulla Messina - Reggio Calabria per dimostrare la bontà delle proposte lanciate dal nostro sindacato. Adesso che Rfi garantisce la mobilità tra le due sponde, è necessario trovare con la Liberty Lines e gli interlocutori nazionali e regionali soluzioni adeguate e sbocchi occupazionali per i 72 lavoratori che attendono risposte certe per il proprio futuro, reperendo le risorse certe e necessarie per incrementare l'offerta e calmierare le tariffe». La vertenza degli ex dipendenti della Liberty Lines, l'ultima in ordine di arrivo, si aggiunge a quelle storiche degli ex Servirail ed ex Ferrotel, da quasi un decennio privi di qualsiasi sostegno economico. Nonostante gli impegni assunti e sottoscritti dal Governo Crocetta e mai rispettati e le clausole inserite nel Contratto di Servizio siglato tra la Regione Sicilia e Trenitalia, nulla è stato fatto per il loro reinserimento nel mondo del lavoro. Nei mesi scorsi la Uil ha denunciato diverse irregolarità nel sistema degli appalti commissionati da Trenitalia in Sicilia e ha richiesto agli organi competenti di fare chiarezza, sottolineando che si tratta «di un sistema impazzito che il sindacato vuole duramente denunciare perché rischia di mandare in fumo le promesse fatte per quei lavoratori che sono stati tagliati fuori e sono rimasti senza occupazione». Nodo da sciogliere le modalità di conduzione degli appalti per i servizi che la controllata del Gruppo Fs che gestisce il trasporto passeggeri ha deciso di affidare all'esterno. Perché a fronte delle decine di lavoratori che in tutta la Sicilia sono stati licenziati o posti in mobilità, non si spiega come l'azienda, invece di ricollocare gli esuberi delle società che fino a pochi anni fa avevano garantito i servizi, preferisca rivolgersi a ditte che operano in regime di appalto. Al momento i numerosi appelli inviati alle istituzioni competenti e ai vertici aziendali sono rimasti inascoltati. Pure le promesse dell'assessore regionale ai Trasporti Marco Falcone non hanno avuto alcun seguito e della ricollocazione non se ne è più parlato. Contestualmente, visto che i servizi devono comunque essere garantiti, a Siracusa si sono registrate nuove assunzioni, per quanto a tempo determinato, mentre a Messina si fa un uso notevole dello straordinario. Nel frattempo, i 30 lavoratori ex Ferrotel e i 25 ex Servirail, continuano a sperare in un reinserimento nel ciclo produttivo che sembra allontanarsi sempre di più. (riproduzione riservata)

Richiedi una prova gratuita

Compila il form per ricevere gratis e senza impegno tutte le gare profilate per il tuo settore