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07/09/2018

Toninelli si è messo pressione da solo

Libero

Governo diviso sul decreto per il capoluogo ligure
I documenti di Aiscat e Autostrade col «no» a pubblicare le concessioni erano indirizzati a Delrio
Il ministro delle infrastrutture e dei trasporti Danilo Toninelli ha presentato le «prove» delle pressioni che avrebbe subito e denunciate nell'aula della Camera, per non pubblicare gli atti delle concessioni autostradali. Lo ha fatto perché le opposizioni lo hanno chiesto a gran voce. Ma la pistola fumante, vale a dire la «diffida legale» di Autostrade e Aiscat, l'Associazione italiana società concessionarie autostrade e trafori, non era diretta a lui, bensì al suo predecessore, Graziano Delrio, visto che si tratta di una lettera di gennaio quando Toninelli non era ministro e la tragedia di Genova non era avvenuta. Toninelli, nel corso della trasmissione In Onda su La7, aveva detto che «Aiscat ha mandato i documenti al ministero dicendo di non pubblicarli perchè l'amministrazione e quindi lo Stato sarebbe stato passibile del reato di aggiotaggio. Da cittadino sono felice che ci sono state persone che hanno pubblicato le concessioni». Poi su Twitter il ministro ha reso pubblica la lettera dando modo ai mezzi di informazione di ricostruire l'accaduto, date comprese. Dal canto suo Aiscat ha fermamente negato di aver fatto pressioni «né sul ministro né sul ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti». Per quanto riguarda la pubblicazione degli atti concessori allegati alle convenzioni autostradali, l'Associazione, «a seguito di richiesta di parere ricevuta dalla competente Direzione del ministero ha doverosamente risposto illustrando la propria posizione», ha sottolineato Aiscat allegando le lettere. «Un ministro che mente può stare al suo posto? Io credo di no. Il presidente Conte, avvocato del popolo, non può far finta di niente», ha subito replicato il leader dei Moderati Giacomo Portas, eletto alla Camera nel Pd. Intanto la maggioranza di governo si è divisa sul decreto per Genova. Due le linee che si stanno confrontando sulla concessione di Autostrade per l'Italia e la ricostruzione del ponte Morandi. Il M5S e il ministero delle Infrastrutture, guidato da Toninelli, vogliono la revoca immediata della concessione ad Aspi, tramite decreto legge, affidando subito dopo la ricostruzione del ponte a un soggetto pubblico. Il sottosegretario Giancarlo Giorgetti (Lega), insieme ai tecnici di Palazzo Ghigi, vorrebbe invece una norma che consenta subito di avviare la ricostruzione rapida del Ponte in deroga al Codice appalti, ma mantenendo la regia da parte di Aspi (come da convenzione vigente) proseguendo nel frattempo la procedura di revoca secondo la convenzione Aspi, valutandone costi e benefici anche in relazione all'accertamento delle effettive responsabilità del crollo. Il confronto tra le due linee, scrive l'agenzia Radiocor , comporta di fatto uno slittamento dei tempi, che saranno più lunghi di quelli che si erano prefigurati, per il decreto legge, di cui non esistono al momento bozze.