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25/10/2018

Tangenti, alla sbarra il sindaco di Meta dirigenti comunali e imprenditori

Il Mattino

IL PROCESSO
Ciriaco M. Viggiano
Avrebbe intascato tangenti per pilotare l'appalto per il parcheggio sulla spiaggia: di questa ipotesi di corruzione dovrà rispondere Giuseppe Tito, sindaco di Meta e consigliere metropolitano, rinviato a giudizio dal gup di Torre Annunziata. Stesso provvedimento per i dirigenti comunali Rina Paolotti, Paola De Maio e Rocco Borrelli, oltre che per gli imprenditori Nunzio Lardaro, Antonino Staiano, Carmela Izzo e Aniello Donnarumma. Il decreto emesso dal gup segna una svolta nell'inchiesta della Procura di Torre Annunziata sui presunti appalti truccati a Meta. Nel mirino dei pm non c'è solo il parcheggio sulla spiaggia per il 2012: dal primo febbraio, data della prima udienza del processo, il Tribunale dovrà fare luce anche sul trasporto scolastico, che per il 2014-2015 sarebbe stato affidato a una ditta priva dei requisiti di legge, e sull'appalto per le luminarie natalizie del 2014, che sarebbe stato assegnato a una società prima della scadenza del bando.
In relazione a queste vicende Tito, che si dice «sereno», dovrà rispondere pure di induzione indebita a dare o promettere utilità, abuso d'ufficio, turbativa d'asta, peculato, omessa denuncia e falso. Secondo l'accusa, il primo cittadino della città costiera, per l'affidamento dei parcheggi a ridosso della spiaggia di Meta, avrebbe intascato 2mila e 500 euro al mese per sei mesi dalla ditta San Michele. Nel mirino anche il rapporto fra Tito e la ditta Amps addetta al trasporto scolastico e la ditta che nel 2014 si occupò delle luminarie natalizie.
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