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09/06/2019

STRATEGIE, DOLORI E LE PROSSIME SFIDE

Corriere del Trentino

Federcoop Assemblea, tre input
Gli Stati generali della montagna, che la prossima settimana vivranno il loro momento conclusivo nella due giorni che si terrà a Comano, hanno visto Cooperazione e Provincia muoversi in sinergia, soprattutto per quanto concerne il delicato tema dello spopolamento e quindi della necessità di avere negozi di vicinato sul territorio. Per non parlare della recente legge sugli appalti. Una riorganizzazione che ha portato Fugatti a riconoscere pubblicamente il lavoro della presidente di Federcoop che molto si è spesa nel suggerire alcuni aggiustamenti in merito alla normativa che coordina le gare relative ai servizi alla persona. La seconda questione - legata alla richiesta di un nuovo statuto - da un punto di vista strettamente «politico» lascerà un segno all'interno della Federazione sia che trovi seguito sia che rimanga nel cassetto. A pubblicizzarla è stato Diego Schelfi, ex presidente, una delle voci ancora molto ascoltate dentro il movimento. Il fatto che sia stato proprio Schelfi a dare corpo alla proposta ha acceso inevitabilmente l'attenzione della magdi Luca Malossini gior parte dei cooperatori. Qui, non si tratta di disquisire se una personalità come quella di Schelfi abbia o meno la patente per rivendicare un deciso cambio di rotta nell'organizzazione della Cooperazione. La riforma dello statuto per provare a sbloccare l'impasse attuale evitando che un presidente eletto dall'assemblea si trovi in minoranza nel cda, nasce dal basso, dal vociare di una grande famiglia che vive con disagio un quotidiano fatto di ostruzionismi e atteggiamenti poco o per nulla collaborativi. La terza e ultima questione riguarda la frattura in essere tra Federazione e mondo del credito. Se vogliamo, rientra nella diatriba ormai acclarata tra la maggioranza del cda e la presidente Mattarei. Nell'assise dell'altro giorno Mattarei non ha certo giocato a nascondino nel marcare le divergenze. Ribadire però a gran voce le perplessità sulla nascita del gruppo nazionale guidato da Cassa centrale banca rischia di essere unicamente un puro esercizio di stile, capace di esacerbare gli animi. Fugatti, che verso la riforma da sempre ha nutrito forti dubbi, in maniera sensata si è adoperato per avviare un percorso di reciproca attenzione. Farne una questione quasi personale, allora, conduce solo a un muro contro muro poco redditizio. Meglio tenerlo a mente, a scanso di equivoci, per l'immediato futuro.

Foto: Intesa Da sinistra, la presidente di Federcoop Marina Mattarei e il governatore Maurizio Fugatti


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