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02/11/2018

Stop alle estemalizzazioni all’Umberto I

Il Tempo - Antonio Sbraga

I giudici hanno accolto l'istanza del personale paramedico in graduatoria dopo il concorso del 2016
IlTar ha annullato l'appalto di giugno per reperire infermieri dalle cooperative Il personale esterno Ad oggi 800 unità su 5.400 La gara ne prevedeva altri 383 Il valore del nuovo bando 22 milioni e mezzo di euro rinnovabile per due anni
• Il Tar boccia il Policlinico Umberto I, imponendo lo stop all'esternalizzazione che, da anni, ricorre all'arruolamento degli infermieri mediante le cooperative. Una sentenza della sezione terza quater ha infatti annullato la delibera dell'azienda con la quale, nel giugno scorso, era stata indetta «una procedura aperta per l'acquisizione di servizi infermieristici e ausiliari di supporto all'attività sanitaria del valore complessivo di 45.030.000 di euro per 24 mesi». Sono dunque state accolte le richieste di oltre 150 infermieri, da oltre un anno in graduatoria in attesa di una chiamata, che l'estate scorsa hanno deciso di impugnare l'ennesima delibera di esternalizzazione del personale (sono 800 gli operatori delle cooperative). I giudici amministrativi nell'agosto scorso avevano già imposto la sospensiva al bando di gara per «l'acquisizione tramite gara di 383 tra infermieri e ausiliari per 22 milioni e 515 mila euro annui». IlTar, infatti, premesso che «deve ritenersi sussistente l'interesse dei ricorrenti all'annullamento del provvedimento impugnato, atteso che l'affidamento mediante procedura aperta dei "servizi infermieristici e ausiliari di supporto all'attività sanitaria, allontana peri ricorrenti la possibilità di essere assunti, per effetto dello scorrimento della graduatoria», aveva subito rilevato che «l'appalto di servizi indetto dall'amministrazione resistente sembra dissimulare in realtà una somministrazione di lavoro, presentandone tutti gli elementi distintivi individuati dalla giurisprudenza». Sono 838 gli infermieri presenti nella graduatoria del maxi-concorso partito nel 2016 con trentamila domande e finito con i colloqui di verifica terminati il 20 ottobre 2017. Nello stesso periodo l'azienda ospedaliera chiese «alla Regione l'autorizzazione per il reclutamento di 383 infermieri utilizzando la propria graduatoria concorsuale». Però, nell'attesa del via libera regionale, ritenne «inevitabile acquisire lavoro temporaneo di tipo infermieristi- co affinché sia garantita continuità assistenziale ai pazienti». E così bandì una gara per la «somministrazione di 200 infermieri» per 6 mesi (rinnovabili fino a 2 volte) per un importo di 11 milioni e mezzo di euro. Un provvedimento subito avversato dal sindacato Fials. Tornato alla carica nel giugno scorso contro il nuovo bando: «Come fa il presidente Zingaretti a dare il via libera alla decisione della direzione del Policlinico Umberto I e consentire l'acquisizione tramite gara di 383 tra infermieri e ausiliari per 22 milioni e 515 mila euro annui e rinnovabili per due anni ovverossia 45.030.000 euro»? La risposta è arrivata ora dal Tar che, accogliendo il ricorso, «annulla il provvedimento impugnato». E la situazione del nosocomio romano è sempre più critica perché, come ha spiegato lo stesso dg, Vincenzo Panella, nel corso di un'audizione in Commissione Sanità del Consiglio regionale nel luglio scorso, la «natura di policlinico universitario rende particolarmente gravoso il costo del personale, buona parte del quale è esternalizzato (800 su 5400 circa)».

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