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08/11/2018

Stipendi bloccati da due mesi Gli operai incrociano le braccia

La Nuova Venezia - Rubina Bon

Fincantieri blocca i pagamenti alla Venice Group sotto inchiesta per estorsione Lo Slai Cobas: «I problemi con i subappalti nascono dalla politica dell'azienda» MANIFESTAZIONE
Rubina Bon«Fincantieri ha bloccato i pagamenti alla Venice Group a causa dell'inchiesta in corso sulla presunta estorsione e così la Venice Group non è in grado di pagare gli stipendi». Cento dipendenti, per la maggior parte bengalesi, ieri mattina hanno incrociato le braccia davanti allo stabilimento della Fincantieri a Marghera per protestare contro la mancata erogazione degli stipendi di settembre e ottobre. Hanno protestato contro Fincantieri, loro che finiscono per essere vittime della decisione del colosso che ha affidato una parte delle lavorazioni di carpenteria navale in subappalto alla Venice Group, dalle scorse settimane al centro di un'inchiesta della Procura di Venezia. Estorsione in concorso l'ipotesi di reato contestata a tre fratelli bengalesi trentenni a capo della Venice Group, finiti sul registro degli indagati. Secondo l'accusa, partita dalle denunce di alcuni ex lavoratori bengalesi, la paga era di 5 euro all'ora (8-10 per gli operai romeni), con obbligo di retrocessioni mensili tra i 200 e i 300 euro, niente ferie o malattie secondo la "paga globale" e anche cento ore di straordinario al mese. Fincantieri, alla luce dell'inchiesta che ha acceso un faro sul subappalto nel comparto, ha deciso, secondo quanto riferito dal sindacato Slai Cobas, di non pagare più la Venice Group, né di commissionare alla società nuove lavorazioni. A metà ottobre era atteso un versamento da parte di Fincantieri di circa 300mila euro alla ditta per il lavoro già fatto e la stessa somma è attesa per metà di novembre. Ma nulla è arrivato e da pagare c'è il centinaio di lavoratori, oltre che circa 250mila euro ai fornitori. Senza il flusso di denaro da Fincantieri, Venice Group non è stata in grado di saldare nulla. I titolari di Venice Group, in un incontro con Fincantieri, avevano proposto che fosse lo stesso colosso a emettere gli assegni circolari per pagare gli operai e i fornitori, scalando la quota da quanto avrebbe dovuto versare alla ditta. Ma l'ipotesi sarebbe stata respinta. Di qui lo sciopero di ieri. «Sappiamo bene che i problemi del sistema degli appalti nascono dalla politica portata avanti da due decenni da parte di Fincantieri, che poco si cura delle imprese che chiudono e riaprono», si legge nel volantino distribuito in duemila copie fuori dai cancelli di Fincantieri, «Oggi scioperiamo e chiediamo un incontro con le aziende. Fincantieri è responsabile in solido delle retribuzioni non corrisposte». Secondo lo Slai Cobas, una delle aziende facenti parte della Venice Group avrebbe già chiesto l'avvio della procedura per la cassa integrazione.Sulle presunte illegalità alla Fincantieri, la Fiom-Cgil ha presentato un voluminoso esposto a Finanza, Ispettorato del Lavoro, Spisal e anche alla Procura. «Alla Fincantieri di Porto Marghera il lavoro non manca, ma è sempre più di pessima qualità, fatto di degrado, illegalità, evasione fiscale e contributiva, di caporalato, ricatti e busta paga di fatto fasulle», avevano chiarito i segretari generali della Fiom di Venezia e del Veneto, Antonio Silvestri e Gianluca Trevisan, affiancati da Fabio Querini, membro della segreteria provinciale e delegato della Rsu aziendale. -- BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI