MENU
Chiudi
07/09/2018

«Spostamento irregolare di macerie» Soragni nella bufera ‘appaltopoli’

QN - Il Resto del Carlino

di SILVIA SARACINO - FINALE - È STATA lunga e accurata l'indagine dei carabinieri sugli appalti gestiti per anni a Finale Emilia e, oltre all'ex sindaco Ferioli, compare anche il suo predecessore, Raimondo Soragni, tra le 14 persone per cui la Procura ha chiesto il rinvio a giudizio per abuso d'ufficio. Soragni è finito nel mirino per un'ordinanza che firmò da sindaco relativamente al trasferimento di macerie dagli ex zuccherifici di Bondeno e Finale Emilia al campo addestramento cani Coac: nell'autorizzare il trasferimento Soragni, secondo l'accusa, avrebbe attivato una procedura non regolare in virtù di una urgenza che non ci sarebbe stata. L'episodio è comunque antecedente al terremoto del 2012, il Campo addestramento venne realizzato in tempi 'non sospetti' rispetto al sisma per preparare gli animali alla ricerca persone. Sono invece diversi gli appalti contestati nel mandato di Ferioli: l'ex sindaco, con la complicità di alcuni suoi assessori e dipendenti comunali, avrebbe assegnato servizi ad associazioni e imprenditori' 'amici' senza gara d'appalto. Riepilogando, tra gli imputati ci sono i due ex sindaci che hanno governato il paese per quindici anni, due assessori della giunta Ferioli - Angelo d'Aiello alle Attività produttive e Fabrizio Reggiani al Bilancio - e tre dipendenti comunali sempre nel mandato Ferioli: la segretaria comunale Natalia Magaldi, la responsabile dell'ufficio Patrimonio Monica Mantovani e il responsabile dell'ufficio Lavori pubblici Giulio Gerrini, già condannato per abuso d'ufficio nel processo Aemilia. Il reato di abuso d'ufficio è il filo conduttore di tutta l'inchiesta mentre Ferioli e D'Aiello sono accusati anche di turbata libertà degli incanti e falso ideologico e materiale. Da un lato l'amministrazione, dunque, che avrebbe affidato servizi in modo illecito, dall'altro i beneficiari di questo presunto sistema e anch'essi imputati: tra loro, il presidente e il vice presidente dell'associazione bocciofila massese di Massa Finalese, Franco Ferrari e Dante Veratti, il titolare di una società ferrarese che avrebbe beneficiato di un trattamento di favore per l'organizzazione della fiera campionaria di aprile, il presidente del campo addestramento cani Giuseppe Poggioli, e tre componenti dell'associazione circolo quartiere ovest, tra cui la presidente Iolanda Grecchi, che avrebbero ricevuto senza gara d'appalto la gestione della manutenzione del verde e del bar del parco del quartiere. Sono invece stati tolti dall'indagine l'ex addetto al protocollo Fabio Mattioli e l'ex assessore al Patrimonio Fabrizio Mengoli, su cui evidentemente sono cambiate le valutazioni del pubblico ministero. Il fulcro dell'inchiesta è la bocciofila di Massa Finalese, presieduta da Franco Ferrari con Veratti vice presidente: secondo l'accusa, per dieci anni l'amministrazione avrebbe affidato all'associazione bocciofila massese la gestione di tutta la struttura - bocciodromo, bar, campi da beach volley e sala Meridiana (uno spazio che veniva concesso in affitto per iniziative pubbliche e private) - senza alcun bando di gara considerando che la convenzione era scaduta nel 2005. Nei rapporti tra la giunta Ferioli e la Bocciofila si ipotizza inoltre la falsificazione di atti comunali. In seguito al terremoto del 2012 la struttura ha avuto bisogno di lavori di ristrutturazione per un danno complessivo di 75mila euro: secondo la ricostruzione dei carabinieri, 29mila sono stati pagati dal Comune con regolare determina e 45mila dovevano essere pagati dalla bocciofila ma, per pareggiare i conti, Ferrari, Veratti e Ferioli, con la complicità di alcuni dipendenti comunali, si sarebbero messi d'accordo per scalare i soldi della ristrutturazione dai futuri affitti e per mascherare il favore, il Comune avrebbe prodotto una falsa delibera di giunta.

Richiedi una prova gratuita

Compila il form per ricevere gratis e senza impegno tutte le gare profilate per il tuo settore