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05/06/2019

Slitta la detrazione del 30% per chi investirà nei nuovi Eltif

MF - Andrea Pira

FONDI CHIUSI
(Pira a pagina 4) Può slittare in manovra la detrazione al 30% per gli investimenti in Eltif. Ragioni di copertura potrebbero portare la maggioranza a optare in un intervento in due tempi per dare una tassazione agevolata anche a questi strumenti, accanto a quella presente per i Pir, così da far confluire risorse all'economia reale. La defiscalizzazione dei fondi chiusi europei di nuova generazione era sta pensata all'interno di un emendamento al decreto Crescita in discussione alla Camera. Secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, si dovrebbe però procedere con una riformulazione della proposta, orientata verso l'esenzione delle tasse sul capital gain ma che rinvia alla legge di Bilancio da mettere a punto in autunno la detrazione ai fini Irpef e Ires nel caso di eventuali investimenti. Intanto il decreto, che deve essere convertito entro il 29 giugno, sembra destinato ad arrivare in Aula non prima di domani. Sui lavori hanno pesato le divisioni nella maggioranza giallo-verde che lunedì hanno spinto il premier Giuseppe Conte a minacciare le dimissioni se non dovessero calmarsi i continui litigi tra Lega e Movimento Cinque Stelle e che hanno ostacolato l'iter di conversione del decreto sblocca-Cantieri, in scadenza il prossimo 18 giugno ma ancora fermo al Senato in prima lettura. Fallita la riunione di lunedì sera, a stretto giro dall'ultimatum posto dal presidente del Consiglio, ieri le due forze della maggioranza hanno alla fine trovato un'intesa sulla proposta leghista di congelare per due anni il codice degli appalti, criticato dalla Lega sin dalla sua istituzione. A sbloccare la situazione ha contribuito una «cordiale» telefonata tra il segretario del Carroccio, Matteo Salvini, e il capo politico pentastellato, Luigi Di Maio. ricevuto ieri dal Capo dello Stato, Sergio Mattarella che, a quanto si apprende, ha ribadito la necessità di procedere con scelte chiare e chiesto rassicurazioni sul futuro della manovra di Bilancio. Quanto al colloquio tra i due vicepremier ha permesso di giungere a una tregua e di trovare la quadra, con la sospensione soltanto parziale del codice degli appalti e non generale come prevedeva un emendamento di marca leghista presentato nei giorni scorsi. Si limiterà alla possibilità che i Comuni avranno fino al 2020 di fare le gare senza rivolgersi alla stazioni unica appaltante, all'albo dei commissari di Anac e all'appalto integrato. Sul fronte Sblocca cantieri intanto ieri è arrivata anche una nota di Confindustria in merito alla norma sullo scudo erariale per facilitare la revoca delle concessioni autostradali. Un passo «irragionevole» che per gli industriale farà aumentare la «percezione di inaffidabilità del nostro Paese per investitori e imprenditori. Sul tavolo del decreto Crescita rientra invece il Salva-Roma. Secondo quanto trapelava ieri sera, sarebbe stata accolta la proposta della Lega di mettere insieme i problemi di tutti i Comuni con difficoltà finanziarie e non soltanto della Capitale. (riproduzione riservata)

Foto: Giovanni Tria