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16/10/2019

Sempre più Pmi venete sotto il controllo della mafia

Il Sole 24 Ore - Barbara Ganz

Sempre più Pmi venete sotto il controllo della mafia

Nel corso degli anni, dal 2010 - quando ha iniziato a emergere un fenomeno prima di fatto quasi inesistente - al 2018, sono state individuate circa 400 aziende con una connessione con la criminalità organizzata. Si tratta di dati rilevati sulla base di atti giudiziari, condotta dall'università di Padova. È solo uno dei dati al centro dell'attenzione in un NordEst che, con il suo tessuto di piccole e medie imprese, è nel mirino della mafia, che qui trova il terreno ideale per ripulire il denaro proveniente dagli atti criminali - a cominciare dal traffico e spaccio di droga - compiuti in altre regioni.

Per questo è necessario un percorso di consapevolezza, anche per le imprese: "La Piovra sul Nordest. Come le mafie stanno manipolando l'economia", è il titolo della giornata organizzata da Confindustria Vicenza che ha chiamato a raccolta - il 17 ottobre dalle 17.30 - il Comandante provinciale della Guardia di Finanza di Vicenza, Colonnello Crescenzo Sciaraffa, la presidente della Sezione Riesame del Tribunale di Venezia Licia Consuelo Marino, la coordinatrice della DDA della Procura di Milano Alessandra Dolci, mentre la conclusione sarà affidata ad Achille Variati, sottosegretario ministero dell'Interno. Il giorno dopo, venerdì, un altro evento organizzato da università di Padova e Regione Veneto farà il punto su "sviluppo economico e contrasto alla criminalità organizzata", a dimostrazione di come il tema sia al centro del dibattito.

A Vicenza l'obiettivo è «illustrare come si manifesti il metodo mafioso e anche cosa può fare un singolo o una comunità per affrontare questo fenomeno - spiega Claudia Piaserico, vicepresidente di Confindustria Vicenza - Il fenomeno non è certo iniziato oggi, ma è emerso con costanza crescente negli ultimi tempi. Oramai nessuno può trattarlo come qualcosa di episodico e noi, come rappresentanti del mondo produttivo, non possiamo rimanere a guardare». La consapevolezza è il primo passo, spiega Crescenzo Sciaraffa, a Vicenza da tre anni e mezzo: «Ci sono evidenze, in questo ultimo arco temporale, della presenza della criminalità organizzata anche in questa provincia. Il nostro lavoro è iniziato con una mappatura e con l'analisi dei dati relativi alla presenza sul territorio di persone fisiche già gravate da precedenti penali legati ai cosiddetti reati spia, in particolare riciclaggio, bancarotta fraudolenta e fatture per operazioni inesistenti. Verifichiamo che questa presenza non sia legata alla volontà di reinvestire i guadagni realizzati nelle regioni di storica presenza in un'area economicamente florida, e per questo attraente».

Dalla mappatura sono emerse diverse posizioni che sono passate alla fase di vera e propria indagine. Dall'inizio del 2019 sono stati condotti circa 90 accertamenti (la legge di riferimento è la 159/2011 antimafia) e sono stati segnalati quasi 20 milioni di profitti riferibili ad attività illecite. La modalità è subdola: «Se nelle regioni di origine la violenza si esprime a pieno, qui l'insinuarsi nelle attività economiche è meno evidente. A volte questi soggetti si offrono per entrare nel capitale di una azienda rilevandone parte delle quote, magari sembrano il socio adatto per fare fronte a un momento di difficoltà finanziaria». In questo senso la crisi economica ha aperto ancora più falle, creando occasioni di contaminazione fra aziende e criminalità: «Se poi a fare da tramite è una persona ritenuta di fiducia, come un commercialista o un notaio, allora la trappola può scattare. Il ruolo di soggetti professionisti agevola il contatto e crea una falsa sensazione di fiducia», sottolinea Sciaraffa. Quello che segue è uno spacchettamento dei principali asset a favore di altri soggetti criminali, l'estromissione della precedente proprietà, il riciclo di denaro. Non è ancora mai accaduto, a Vicenza, che un imprenditore si rivolgesse alle autorità giudiziarie accorgendosi di quanto sta avvenendo: «Eppure è fondamentale: la legge ci mette a disposizione molti strumenti, anche di prevenzione, efficaci, che vanno dalle misure patrimoniali e personali, ai provvedimenti amministrativi indiziari fino a quelle interdittive». Non solo: al convegno Sciaraffa e gli esperti porteranno le ultime novità in materia di tecnologia che può essere a supporto delle indagini: «C'è una potenzialità enorme che viene dai nuovi strumenti informatici, con sistemi che permettono indagini su larga scala e su un numero enorme di soggetti, per poterli mappare». Anche i codici di legalità volontariamente messi a punto sul territorio e i rating per le aziende hanno un valore: attualmente sono oltre 7mila in Italia le aziende con il "bollino" di legalità, ed è già capitato anche in Veneto che scattasse l'esclusione dall'appalto per aziende in odore di mafia. «Gli appalti e i subappalti in materia di opere pubbliche, sono un settore ad alto rischio», avverte Sciaraffa. E di lavori - in corso da tempo o programmati - ce ne sono molti, dal travagliato Mose di Venezia ai prossimi cantieri per le Olimpiadi Milano Cortina 2026, mentre la Pedemontana Veneta è stata oggetto di uno specifico accordo per garantirne la sicurezza.

E dalla giornata di Padova (venerdì 18 ottobre 2019 in Aula Magna dell'università) arriverà anche un altro monito: mediante l'utilizzo di aziende attive in tutti i settori la mafia riesce a intrattenere rapporti e relazioni con la politica e con la società civile, ai quali si presenta con le vesti di imprenditori. Qui verranno presentati gli esiti della ricerca sulle infiltrazioni criminali condotta in collaborazione con la Regione del Veneto. Interverranno fra gli altri Loriano Ceroni, responsabile anticorruzione e trasparenza della Regione; Bruno Cherchi, procuratore capo a Venezia; i prefetti di Padova, Renato Franceschelli, e Venezia, Vittorio Zappaolorto. Il Convegno rientra nella programmazione regionale delle iniziative di sensibilizzazione della società civile e delle istituzioni pubbliche, finalizzate alla promozione dell'educazione alla legalità. All'interno dell'ateneo opera il gruppo di docenti di Economia, coordinati dal responsabile scientifico Antonio Parbonetti, che conduce ricerche sul tema. «Ci concentriamo naturalmente sull'aspetto economico- spiega - esaminando le aziende connesse alle organizzazioni criminali, ovvero in cui il proprietario o amministratore è un soggetto condannato per mafia o reati annessi. Ne abbiamo individuate 2mila al Centro Nord; di queste poco più di mille sono società strutturate, non ditte individuali o Snc, e in questo senso sono studiabili dal punto di vista del bilancio». Il 20% di queste 2mila società si trova in Veneto: «Un numero rilevante - sottolinea Parbonetti - perché rilevanti sono gli effetti che la loro presenza produce. In primo luogo, emerge che le aziende che operano nello stesso settore e nello stesso territorio di quelle connesse alla criminalità crescono in performance ed efficienza quando il legame mafioso viene reciso, ad esempio dopo un arresto. Parliamo di un Margine operativo superiore anche del 15-20% nell'anno successivo. Non solo: le aziende sane, rimaste senza una concorrenza sleale, pagano più tasse. Un dato che fa riflettere: si è spesso detto che l'evasione fiscale poteva essere un richiamo per la criminalità, perché ripuliva denaro usando gli stessi canali. Invece, questo dato suggerisce una lettura diversa, e cioè che la presenza criminale induca le aziende sane a difendersi anche sottraendo ricavi al fisco per compensare in qualche modo una competizione che li vede perdenti».

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@Ganz24Ore

Barbara Ganz Soggetti segnalati per reati sintomatici di criminalità organizzata Fonte: Relazione del Ministro dell'Interno al Parlamento sull'attività svolta e sui risultati conseguiti dalla Direzione Investigativa Antima a ASSOCIAZIONE DI TIPO MAFIOSO - 416-BIS CP ESTORSIONE - 629 CP RICICLAGGIO - 648 CP IMPIEGO DI DENARO BENI O UTILITÀ DI PROVENIENZA ILLECITA - 648 TER 0 100 200 300 400 500 2014 2015 2016 2017 2018 2014 2015 2016 2017 2018 2014 2015 2016 2017 2018 2014 2015 2016 2017 2018 44 28 15 17 3 392 350 400 385 426 230 333 215 306 259 15 24 41 38 41 La criminalità in Veneto

Sono le imprese venete, secondo rilevazioni eseguite tra il e il , che hanno avuto connessioni con la criminalità organizzata 400 aziende


'' Claudia Piaserico Il fenomeno è emerso con costanza crescente negli ultimi tempi. Non è qualcosa di episodico

'' Antonio Parbonetti Reciso il legame mafioso, il margine operativo delle imprese sale del 15-20%

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