MENU
Chiudi
13/09/2018

Se Di Maio non ci frena lo rifacciamo in un anno

Oggi - dall'inviato Andrea Greco

ATTUALITÀ / IL DISASTRO DEL VIADOTTO, GENO VA CONTRO ROMA / GIOVANNI TOTI A TUTTO CAMPO
IL GOVERNATORE DELLA LIGURIA NE HA PER TUTTI: AUTOSTRADE? «CI SARANNO CONDANNE » . LE SPARATE DEL GOVERNO? «QUANDO SI È INESPERTI CONVIENE VOLARE BASSI » . LA RICOSTRUZIONE? «ENTRO IL 2019, MA BASTA POLEMICHE »
«Quando saremo in edicola?» La prima domanda la fa Giovanni Toti, il governaGenova, settembre tore della Liguria. Non si scorda di essere (anche) un giornalista, e in questo momento vuole che quello che ha da dire arrivi forte e chiaro. Sta combattendo su due fronti. Il primo è Genova: la viabilità da riorganizzare, le case per gli sfollati, il sostegno per le aziende colpite. Il secondo è Roma, dove c'è un governo che cerca lo scontro frontale con Autostrade. «Chiedo due cose all'esecutivo: non combattete battaglie politiche sulla pelle della città. C'è una sola urgenza, ricostruire il ponte. Questo è il compito di un'azione politica seria. Delle responsabilità di Autostrade, che ci sono, se ne occuperanno i magistrati». E la seconda cosa? «Il governo deve parlare con una lingua sola. Nella mozione di maggioranza è scritto che "spetta ad Autostrade ricostruire il ponte nel più breve tempo possibile". Poi però Di Maio va in giro per l'Italia a fare lo sceriffo, dicendo che la concessionaria non toccherà palla. Questo atteggiamento porta, se va bene, a un lungo contenzioso giudiziario, dall'esito incerto». Sembra che i 5stelle non vogliano frenare le polemiche. «Più il Governo si avventura in una procedura di caducazione della concessione, più la soluzione del problema si allontana. Non sto difendendo Autostrade, ma l'obiettivo di ricostruire presto e bene. Le sentenze le scrive la magistratura, non i ministri». Lo slancio si perderà nella palude della politica? «Se si continuerà a essere velleitari, questo epilogo è inevitabile. Anche perché la ricerca delle responsabilità sarà complessa. Oggi il dito è puntato su Autostrade, ma anche al Ministero dei Trasporti hanno parecchi problemi: nella loro Commissione di inchiesta sull'accaduto dopo meno di un mese dei cinque membri scelti tre si sono dovuti dimettere». State uscendo dall'emergenza? «L'emergenza l'abbiamo gestita tutta noi fino a oggi. Abbiamo trovato le case per tutti gli sfollati. Sono stati ristrutturati a tempo di record più di 100 appartamenti. Ora vogliamo che Autostrade apra il cantiere, appena l'area verrà dissequestrata, e paghi il ponte. Son loro a doverlo fare, per legge. Abbiamo chiesto che Fincantieri partecipi in modo importante, gli acciai potrebbero essere dell'Ilva di Genova, le idee di Renzo Piano: vorremmo un ponte immaginato e realizzato in questa città». Non si potrebbe salvare una parte del ponte Morandi, magari i 500 metri che poggiano su piloni? «Secondo tutti i periti della Procura non è possibile, è tutto in pessime condizioni, molto logoro». Oggi è tutto gravemente logorato, anche la parte sostenuta da piloni, e un mese fa ci transitavano tir e auto senza alcuna limitazione? «Ha colpito anche me. Credo che a questa domanda dovranno rispondere i periti della procura e quelli del Ministero dei Trasporti, sempre che la commissione riesca essere abbastanza stabile da riuscire a riunirsi». Senza recuperare nulla del vecchio ponte ce la farete in 8 mesi? «Dobbiamo farcela: la proposta di Piano, è un progetto semplice, che andrà adattato: e gran parte del ponte piò essere prefabbricato. Se siamo bravi sarà pronto nel 2019. Magari nei primi mesi del 2020. Per la demolizione vorremmo smontare tutto, niente dinamite. Ovviamente via burocrazia e codice degli appalti, e poi a testa bassa su tre turni di lavoro, e paga tutto Autostrade, come prevede la legge. I conti con la giustizia si faranno poi. La mia opinione è che ci sono responsabilità diffuse che investono sia Autostrade, sia il Ministero che avrebbe dovuto controllare, e anche responsabilità oggettive. Sono probabili condanne pesanti, ma non riguardano la politica. Quello che riguarda la politica è spingere oggi per pretendere investimenti importanti da far pagare a chi in passato ha investito troppo poco. Quello che appare evidente è che si potevano rinforzare i piloni 9 e 10 ripetendo l'operazione fatta nel 1992 sul pilone 11, invece di rimpallare responsabilità e lavori. Sono passati 26 anni da quell'intervento, c'era tutto il tempo». Di Maio dice che Autostrade non deve toccare palla. «Non facciamo entrare Autostrade perché sono indagati? Allora affidiamoci al Ministero dei Trasporti, ma sono indagati pure loro. Meglio la Direzione generale concessioni? Ops, indagati pure loro! Quello che proponiamo è un'associazione di imprese con il meglio d'Italia e un grande architetto come Renzo Piano. Per chi governa può essere più facile additare il cattivo e sbraitare che risolvere i problemi». Quando Toninelli annuncia che d'ora in poi i ponti verranno collaudati, lei cosa pensa? «Che da sempre i ponti vengono collaudati... C'è da parte di alcuni membri del governo troppa fretta, tanta inesperienza e un po' di velleitarismo. Quando si è inesperti è buona norma volare bassi, farsi aiutare e praticare la prudenza». Ciò che sta accadendo a Genova è anche un laboratorio per un nuovo centrodestra? «Mi farebbe piacere che un Comune di centrodestra e una Regione di centrodestra messi alla prova si rivelassero un bell'esempio per gli elettori. C'è una valenza politica, ma non legata necessariamente alla mia persona». Nel governo vede la stessa concordia? «Lega e 5 Stelle coltivano nei loro cuori idee completamente diverse. Governano assieme ma i compromessi non sempre sono digeribili, soprattutto se la comunicazione resta quella della campagna elettorale. Il Paese che ne sta venendo fuori non è che mi piaccia: aleggiano il giustizialismo e le iniziative antistoriche, come la chiusura domenicale dei negozi in un mondo che si dirige verso le liberalizzazioni. Forse tifano per il commercio on line . E poi il Decreto dignità... parte da presupposti giusti ma le soluzioni che offre livellano verso il basso, verso un pauperismo moralista. Vedrà che le velleità di certe dichiarazioni non reggeranno alla prova dei fatti: vale per l'Ilva, dove alla fine si è siglato l'accordo con Mittal, e vale per Genova, dove al tavolo per ricostruire il ponte si devono sedere tutti, anche Autostrade, nonostante i suoi torti. Che senso avrebbe far pagare il ponte allo Stato e poi andare a chiedere il risarcimento ad Autostrade, aspettando una sentenza che chissà cosa stabilirà? Anche perché lo Stato in questa vicenda ha sicuramente delle colpe. E non potrebbe essere altrimenti quando il Ministero dei Trasporti risponde a luglio a una mail che Autostrade spedisce a gennaio». ● Il Viadotto aveva un Gemello a Maracaibo, in Venezuela, chiuso dopo l'impatto con un pilone di una petroliera
I PROTAGONISTI Nel riquadro, Luigi Di Maio, 32: vuole revocare la concessione ad Autostrade ed escluderla dai lavori di ricostruzione. A destra, la presentazione a Genova del progetto di Renzo Piano, 80 (con la camicia azzurra). Nella stessa foto, da sinistra, Giuseppe Bono, 74, Ad di Fincantieri, Giovanni Castellucci, 59, Ad di Autostrade, Giovanni Toti e il sindaco di Genova Marco Bucci, 59.
«È meglio rattoppare il vecchio ponte » L'ingegnere Gabriele Camomilla, 77 anni, capo del Settore studi e manutenzione di Autostrade fi no al 2005, il viadotto sul Polcevera lo conosce molto bene. È stato lui a realizzare i lavori di irrobustimento degli stralli del pilone 11, nel 1992, e oggi assiste al grande psicodramma della ricostruzione: «Senta, Il ponte è lungo 1.181 metri. Unisce l'autostrada Genova Ventimiglia alla MilanoGenova. Inizia praticamente all'uscita della galleria del Monte Galletto. Da l ì partono 500 metri di viadotto che sono appoggiati sui piloni a V. Sono certo siano in ottime condizioni. Perch é demolirli? Sotto ci sono capannoni, aziende: sarebbe un incubo. Chi vuole buttare gi ù tutto risponde a un'onda emozionale e non alla razionalit à . Certo, capisco, sono morte 43 persone, ma ora si deve pensare agli abitanti di Genova, ai vivi, cercando di non danneggiarli » . Lei passerebbe sul ponte rattoppato? «Sono un ingegnere, faccio considerazioni scienti fi che: i 500 metri che poggiano sui piloni a V potrebbero essere oggetto di una manutenzione scrupolosa, e servire per portare i materiali nell'area da ricostruire, alleggerendo la viabilit à cittadina » . Va bene, ipotizziamo di salvare quei 500 metri. E la parte sospesa, quella si deve ricostruire. Giusto? «Mica è detto. Quella parte è costituita da tre piloni strallati. Uno di questi tre, il numero 9, è crollato. Sul numero 11 invece, nel 1992 feci dei lavori di rinforzo straordinari sugli stralli che lo rendono solidissimo. Furono necessari perch é ci accorgemmo che per un difetto di costruzione il 30 per cento dei cavi era corroso. Il carico è stato passato interamente sui cavi di acciaio esterni che abbiamo aggiunto. Sono altri 200 metri di ponte, con gli svincoli elicoidali di raccordo all'autostrada A7. Anche questa parte dunque non ha senso abbatterla. Rimane in dubbio solo il pilone 10. Si controlla, e se non è gravemente danneggiato, lo si ripara, si rinforza come si è fatto a suo tempo col pilone 11 e a quel punto si ricostruisce, probabilmente in acciaio, solo la parte crollata, bilanciandola. Se si fa come le ho appena detto si devono ricostruire solo 200 metri di ponte » . L'INGEGNERE Gabriele Camomilla, 77, in Autostrade dal 1970 al 2005 Quanto tempo ci si impiegherebbe? «Diventano credibili gli otto mesi promessi. Si risparmia denaro, ma soprattutto tempo. È probabile cheUN INTERVENTO INNOVATIVO Sopra, il disegno dei lavori di rinforzo, con cavi esterni, degli stralli del pilone 11, risalenti al 1992. Un intervento rimasto nei libri di Ingegneria che non è stato ripetuto sul resto del viadotto.
quando l'Ad di Autostrade ha dichiarato che sarebbero serviti otto mesi per ricostruire il ponte si riferisse solo alla parte crollata, non a tutta la struttura da demolire e ricostruire integralmente » . Scusi, ma dopo il disastro, Autostrade l'ha chiamata? «No, mai sentiti. Le dico di pi ù . Se mi chiedessero di coordinare il lavori di ricostruzione direi di no » . Perch é ? «Con le gare pubbliche non puoi scegliere chi far à i lavori. Dicono che li a ffi deranno a Fincantieri. Per carit à , bravissimi, ma fanno navi, mica ponti » . 200 METRI DI STRADA 200 METRI DI STRADA SONO CROLLATI Si partir à dal progetto di Renzo Piano? «Ammiro Renzo Piano, ma non ha progettato un ponte, ha progettato dei lampioni. In questo caso speci fi co si è fatto prendere la mano dall'emozione. Ha presentato il plastico di un ponte banalissimo, non c'è uno studio su dove far poggiare i piloni che lo sostengono. La vera idea è quella di commemorare le vittime con 43 lampioni. E va bene, se è quello il problema, i lampioni si possono mettere anche sulla parte rimasta in piedi del ponte di Morandi. Non voglio sembrare cinico, ma il ponte di Piano rischia di diventare il piedistallo per lampioni pi ù costoso del mondo » . Dall'intervento sul pilone 11 sono passati 26 anni. Non era il caso di ripeterlo anche sugli altri stralli? «Leggo quello che scrivono i giornali. Avevano stanziato i soldi necessari a farlo, ma le indagini non evidenziavano la necessit à di farlo con urgenza » . Ci riprovo: lei cosa avrebbe fatto? «Avrei terminato la bretella Voltri Rivarolo, che nel 1993 avevamo iniziato a costruire. Era una piccola Gronda e avrebbe alleggerito il tra ffi co sul ponte. Pensi che all'apertura di questa alternativa il Morandi sarebbe stato regalato a Genova. Venne bloccata dagli ambientalisti: metteva in pericolo le coltivazioni di basilico a foglia piccola. Ora sugli stessi terreni hanno costruito delle villette. Ci fosse stata oggi quella bretella ... All'epoca, quelli che stavano in Autostrade, gente pi ù anziana di me, esperti, dicevano: «Se va gi ù il Polcevera, e c'è stato qualche segno, è meglio avere un'altra strada " » . Mi faccia capire: nel '93 c'era qualcuno che gi à pensava che il viadotto Morandi potesse crollare? «Ma no, è solo un modo per dire che era necessaria un'alternativa » . Ma alla fi ne il ponte è crollato. Perch é ? «Posso fare delle ipotesi, propenderei per l'imprevedibile concatenarsi di concause. Ma fi nch é non verr à fatta, mi passi il termine, un'autopsia sui resti del viadotto nessuno può avere delle certezze. Io ho valutato la possibilit à di un fulmine, responsabile di un fenomeno di magnetostrizione dei cavi d'acciaio, in pratica causa la loro cristallizzazione. E magari c'erano anche delle corrosioni, magari di tipo fessurante, impossibili da rilevare » . Andrea Greco
e emergenza e emergenza Tra tensioni Sopra, Giovanni Toti risponde ai giornalisti a Genova. A destra, la manifestazione degli sfollati lo scorso 4 settembre. Chiedono certezze di risarcimenti per le case che verranno demolite.
● Quando venne costruito, il viadotto Morandi si riteneva il cemento un materiale pressoch é eterno

Foto: VUOLE FARE PRESTO Giovanni Toti, 50, Governatore della Liguria. Sta puntando tutto sulla ricostruzione del ponte sul Polcevera; a destra il tratto crollato.


Foto: sopra la citt à sopra la citt à Il ponte ferito


Foto: IN SEZIONE IN SEZIONE LA VISTA TUTTA IN ACCIAIO TUTTA IN ACCIAIO UNA STRUTTURA IL PLASTICO DELLA NUOVA OPERA Il ponte proposto da Renzo Piano avr à 43 lampioni, uno per ogni vittima del crollo del 14 agosto.


Foto: UNA PIANTA AERODINAMICA UNA PIANTA AERODINAMICA I PILONI HANNO PREFABBRICATO PER FARE PRESTO Qui sotto la vista in sezione del nuovo ponte. Sar à realizzato con elementi prefabbricati in acciaio per ridurre i tempi di costruzione. L'obiettivo è ultimarlo nel 2019.

Richiedi una prova gratuita

Compila il form per ricevere gratis e senza impegno tutte le gare profilate per il tuo settore