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19/06/2019

Sanità, è scontro con De Luca sul commissario

Corriere del Mezzogiorno

Il governatore all'inquilino di Palazzo Chigi: «Difenda l'unità d'Italia con i denti»
De Magistris «Niente assistenzialismo ma meno vincoli per poter mettere la città in sicurezza»
Dall' autonomia differenziata alla modifica del codice degli appalti, passando per l'Academy Apple di San Giovanni. Non trascurando, tuttavia, il varo definitivo del Piano lavoro della Campania previsto a fine settimana con la pubblicazione del bando. Vincenzo De Luca si rivolge direttamente al premier Giuseppe Conte nel corso del convegno Dal Sud per l'Italia. Cultura, economia e innovazione . Ma è soprattutto sulla contesa che riguarda il commissariamento della sanità campana che si è rischiata la collisione: con il governatore che da mesi minaccia di querelare il capo del Governo, riNAPOLI vendicando la piena regolarità dei conti pubblici e il recupero della griglia Lea, ed il presidente del Consiglio che ha invitato il presidente della Regione a non fare appelli pubblici, bensì a sollevare la questione nelle sedi istituzionali: «Può sempre venire a parlarne a Palazzo Chigi», gli ha risposto Conte. Ma De Luca ha ribattuto: «Non c'è alcun motivo per tenere in piedi il commissariamento. Abbiamo il bilancio in equilibrio da cinque anni e abbiamo superato quota 160 punti nella griglia dei livelli essenziali di assistenza». Prima ancora, De Luca aveva esortato il capo dell'esecutivo a battersi a difesa dell'Italia unita: «Anche la Campania ha chiesto l'autonomia. La nostra posizione è l'unica perseguibile. Difenda con i denti l'unità d'Italia». Poi, il confronto sulle modifiche al codice degli appalti. «Avete operato variazioni - ha detto De Luca - che ho apprezzato, salvo due aspetti: l'estensione eccessiva della trattativa privata e delle offerte al massimo ribasso. Si dovrà trovare un punto di equilibrio. Inoltre, ho apprezzato il superamento della lista dei commissari di gara, un aspetto demenziale del precedente testo. Ma dobbiamo eliminare l'abuso in atti d'ufficio così come è configurato, perché è talmente vago che presuppone che nella Pubblica amministrazione l'errore amministrativo non sia consentito. In queste condizioni nessun dirigente pubblico firmerà mai un atto. I corrotti vanno colpiti, raddoppiamo pure le pene, ma mettiamo chi vuole lavorare in condizione di farlo in tranquillità». Un'altra esigenza esposta da De Luca ha riguardato il Piano Lavoro. «Prevede un bando gestito dal Formez - ha aggiunto - e chiedo al premier Conte di rendere possibile la validità della graduatoria per tre anni». Insomma, il governatore ha tenuto a mostrare gli sforzi sostenuti in questi suoi quattro anni di amministrazione. «Consentiteci di rivendicare con soddisfazione che la Regione ha investito 50 milioni nel polo universitario di San Giovanni e altri 50 per completare le strutture di Ingegneria. Senza le nostre borse di studio all'Academy, in tre anni, Apple a Napoli non ci sarebbe stata». Il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, ha sollecitato una collaborazione più stretta con il Governo, tentando di cospargere di balsamo la strada dell'interlocuzione istituzionale. «Il presidente del Consiglio non ha ricevuto richieste di assistenzialismo - ha proseguito -. Perché un investimento per la messa in sicurezza del territorio con meno vincoli normativi e finanziari e più risorse umane non significa assistenzialismo, ma ossigeno alla città». De Magistris, nel suo intervento alla Onlus Figli di famiglia di San Giovanni a Teduccio, ha ricordato che a Napoli «la camorra è stata presa a calci in culo fuori da Palazzo San Giacomo, un fatto non scontato in un Paese dove tutti i giorni assistiamo ad arresti di amministratori pubblici». A. A.