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13/12/2018

Salvini taglia sui migranti e recupera un miliardo

Libero - TOMMASO MONTESANO

La spending review di Matteo
Previsti risparmi per 400 milioni. Ma per "Mister Forbici" Cottarelli saranno più del doppio, grazie a meno sbarchi e bandi al ribasso
■ Detto da un ex commissario straordinario per la revisione della spesa pubblica - e che commissario: Carlo Cottarelli, ovvero mister Spending review per eccellenza - il riconoscimento è ancora più solenne. Ebbene, grazie alla «razionalizzazione» dell'esborso per i servizi di accoglienza dei migranti disposta da Matteo Salvini, il prossimo anno lo Stato risparmierà, nella peggiore delle ipotesi, almeno 400 milioni di euro. Ma il risparmio, fa di conto l'Osservatorio conti pubblici italiani (Cpi) diretto da Cottarelli, è facile che sia molto più ampio, visto il continuo calo degli arrivi dei barconi sulle coste italiane. Parola ai numeri, dunque. La legislazione vigente, ricorda l'Osservatorio Cpi nel dossier pubblicato ieri, fissa in 1,94 miliardi di euro la spesa per l'accoglienza dei migranti per il solo 2019. La legge di bilancio in discussione in Parlamento, tuttavia, prevede una sforbiciata di 400 milioni di euro. Destinando al capitolo di spesa in questione 1,54 miliardi. Ma la somma che per effetto dei tagli di Salvini - soprattutto quelli contenuti nel capitolato di appalto per i nuovi servizi di accoglienza messo a punto dal Viminale con l'Autorità anti-corruzione di Raffaele Cantone - potrebbe effettivamente restare a disposizione del ministero dell'Interno sotto forma di "tesoretto" sarà probabilmente molto più ampia. LA SFORBICIATA DI MATTEO Tanto per cominciare, il costo medio giornaliero da sostenere per ogni singolo migrante passerà dagli attuali 35 euro alla "forchetta" compresa tra i 19 e i 26 euro prevista dalle nuove soglie. Mentre prima l'importo erogato era uguale per tutti, adesso sarà rimodulato in base alla persona ospitata e alla struttura di accoglienza (in quelle più grandi il costo sarà più basso; in quelle più piccole più alto). Poi c'è da considerare, ammette Cottarelli, che gli sbarchi diminuiscono e, di conseguenza, le presenze nei vari centri che ospitano i richiedenti asilo sono destinate inevitabilmente a diminuire. L'ex commissario alla Spending review del governo Letta ha ipotizzato, calcolando una riduzione media mensile costante di 3.410 presenze nelle strutture di accoglienza, che alla fine del 2019 siano ospitate in Italia 106mila persone e non, come nello scorso mese di ottobre, circa 135mila. Applicando la "tariffa" di 35 euro al giorno per migrante, il totale della spesa fa 1,35 miliardi. Basterebbe questo dato, quindi, a considerare eccessivamente prudente la stima di risparmio di 400 milioni di euro indicata nell'articolo 57 della legge di bilancio. Cottarelli, infatti, sa bene che il nuovo capitolato d'appalto fissa al massimo a 26 euro l'esborso per ogni singolo migrante. Da qui l'ipotesi - anche applicando per tutti gli stranieri, vista l'inevitabile lentezza con la quale entrerà a regime il nuovo sistema, la soglia più alta - che il risparmio possa addirittura raddoppiare rispetto alle previsioni. Fino a toccare quota 940 milioni di euro: vale a dire 540 milioni in più. Molto dipenderà, concede Cottarelli, «dalla rapidità con cui si abbasserà il costo medio per migrante a seguito della revisione dei 35 euro». CIFRE POSITIVE I numeri, nel frattempo, continuano a sorridere al ministro dell'Interno. Secondo gli ultimi dati del "cruscotto statistico" del Viminale, diffusi ieri, sono 23.122 i migranti sbarcati sulle coste italiane dall'inizio dell'anno. Rispetto al 2017, finora si è registrato un calo di oltre l'80% di persone sbarcate. Ecco perché, sentenzia Cottarelli, ci sono ottime possibilità che i risparmi sull'immigrazione possano essere «più alti». Da qui il consiglio a Salvini: indichi «in modo più chiaro» come intende utilizzare i risparmi. © RIPRODUZIONE RISERVATA