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31/05/2019

Salvini scatenato: appalti liberi, condono, flat tax

Libero - FABIO RUBINI

PIANO CHOC PER L'ECONOMIA
Il ministro: «Blocco del codice sui lavori pubblici per due anni, riapertura dei termini per la rottamazione delle cartelle Equitalia e meno tasse per la classe media». Poi accelera sulla Tav: «Ci sono più fondi europei». Tutti temi che manderanno in tilt M5S
■ Scacco matto in tre mosse. È quello che sta progettando Matteo Salvini per mettere alle strette gli alleati dei Cinquestelle. Una serie di proposte da «prendere o lasciare» che inevitabilmente finiranno per far prevalere la linea della Lega al governo o, in alternativa, mandare l'esecutivo gambe all'aria con una chiara attribuzione di colpa grillina. Si spiega così l'offensiva lanciata ieri dal leader del Carroccio. La prima mossa porta il nome di "pace fiscale bis", che null'altro è che quella sorta di condono al 20% fino a 100 mila euro, che per quieto vivere era stata ritirata dalla prima tranche di pace fiscale. I Cinquestelle gridarono al «condono» e la Lega decise il passo indietro. Ora, forte del 34% alle Europee, il provvedimento verrà presentato senza troppi margini di trattativa. E riguarderà le imposte sui redditi e relative addizionali, le imposte sostitutive, le ritenute, i contributi previdenziali, l'Irap e l'Iva. La seconda mossa riguarda la Flat Tax. «Si parte dal disegno di legge Siri, ovvero quello che abbiamo presentato in campagna elettorale. Questa è la base di partenza», ha spiegato il vice ministro all'Economia Massimo Garavaglia. La riforma dovrebbe prevedere la tassa piatta al 15% fino a 50 mila euro di reddito familiare, anche se «vedremo se si riuscirà a fare qualcosa in più. Capiremo quando sarà il momento di far quadrare tutto il provvedimento». Conclude il leghista: «La Flat Tax è per le famiglie. Per le imprese la nostra intenzione è quella di proseguire nell'abbassamento della pressione fiscale attraverso il regime dei forfettari, proseguendo quanto iniziato con la legge di bilancio approvata a fine 2018 e la riduzione dell'Ires». Garavaglia ha poi affrontato i costi di questo "choc fiscale": «La Flat Tax per le famiglie costa 10/12 miliardi. Per il resto dell'abbassamento della pressione fiscale dipenderà da quanto si riesce a fare subito e dalla progressione negli anni. L'obiettivo è l'entrata in vigore dei provvedimenti per gennaio 2020». REGOLE PIÙ MORBIDE La terza e ultima mossa, quello dello scacco matto, riguarda la proroga di due anni al codice degli appalti, o meglio, l'emendamento presentato dal Carroccio che di fatto lo riscrive in alcune sue parti fondamentali. Se il testo verrà approvato salterebbe il tetto del 30% per i subappalti, tornando così alla normativa europea, che è più elastica rispetto a quella oggi in vigore in Italia. Altro punto nodale: verrebbero modificate le soglie per l'affidamento degli appalti, con la procedura negoziata prevista per somme sopra i 150 mila euro, mentre la procedura ordinaria scatterebbe oltre il milione. Altre norme mirano poi ad alleggerire gli obblighi per i Comuni non capoluogo in tema di centralizzazione degli acquisti; mentre per formare le commissioni aggiudicanti non si dovrà più pescare dall'albo dell'Anac. Queste norme più morbide resterebbero in vigore fino a fine 2020. Poi toccherebbe al Parlamento riconfermarle o cambiarle. PROTESTE E POLEMICHE Le opposizioni si sono subito scatenate, soprattutto per quella parte che sbloccherebbe i termovalorizzatori. Polemiche alle quali Salvini rispode ricordando che le leggi che verrebbero applicate sono quelle previste dalla normativa europea e che «Ci sono tempi interminabili in capo al ministero dell'Ambiente che stanno comportando l'aumento delle tasse comunali sui rifiuti, che da noi sono un costo e fanno campare mafia, camorra e 'ndrangheta. Invece anche i rifiuti vanno valorizzati e trasformati in ricchezza ed energia, non in ecoballe». Nella strategia per mettere alla corda i grillini rientra poi la questione della "Tav", ovvero la "madre di tutte le battaglie" dei grillini. Fin da lunedì pomeriggio, subito dopo lo scrutinio delle Regionali in Piemonte, Salvini va spiegando che «i piemontesi hanno scelto il sì alla Tav, i voti parlano chiaro. Basta perdere tempo». E ieri Matteo ha incassato anche il sì convinto del ministro dell'Economia Giovanni Tria, che interrogato sulla materia ha risposto: «Sono sempre stato d'accordo». Ora bisognerà attendere la risposta grillina. La riconferma di Di Maio come capo politico potrebbe aiutare la pace tra Lega e M5S, ma c'è anche il rischio di scontentare la base su provvedimenti "simbolo", perdere ulteriori voti e decretare la fine politica di Giggino. Per contro Salvini sta già preparando l'eventuale campagna per le elezioni anticipate. In questo modo potrebbe presentarsi agli elettori con le promesse mantenute sull'immigrazione e un programma economico già pronto. Del resto una proiezione dei risultati delle europee sul Parlamento italiano mostrano che Lega e Fratelli d'Italia avrebbero la maggioranza alla Camera e al Senato. La tentazione nel Carroccio cresce sempre più...». © RIPRODUZIONE RISERVATA

Foto: Il vicepremier Matteo Salvini e il ministro dell'Economia, Giovanni Tria, ieri si sono incontrati per definire le prossime mosse di politica economica e i contenuti della lettera di risposta alle osservazioni della Commissione Ue sulla violazione della regola del debito