scarica l'app
MENU
Chiudi
21/01/2019

«Salvi» i bonus fiscali A Bergamo valgono 115 milioni all’anno

Eco di Bergamo - SErgio Cotti

Il provvedimento La legge di Bilancio ha confermato gli sgravi per le ristrutturazioni edilizie ed energetiche Tra il 2011 e il 2016 in provincia 800 milioni di detrazioni
La legge di Bilancio ha confermato anche per quest'anno i bonus fiscali per il recupero e la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio. Dopo settimane di incertezze e tira e molla, il Governo ha dunque messo nero su bianco la proroga di tutte le misure già presenti nel 2018 e in scadenza il 31 dicembre scorso. Per chi ha intenzione di ristrutturare o fare lavori di efficientamento energetico della propria abitazione, è senz'altro una buona notizia, soprattutto dopo l'ipotesi di abolizione delle misure paventata in autunno.

Incentivi che, anche negli anni della crisi, hanno dato fiato a un settore, quello dell'edilizia, tra i più penalizzati proprio dalla recessione economica. Secondo le stime Cresme (il Centro di ricerche di mercato, servizi per chi opera nel mondo delle costruzioni e dell'edilizia), emerge infatti che negli ultimi vent'anni i cosiddetti bonus fiscali hanno interessato 17,8 milioni di interventi sul territorio nazionale, attivando investimenti per 292,7 miliardi di euro. In attesa di conoscere il valore degli interventi relativi al 2018, i numeri del 2017 indicano un volume di investimenti di oltre 28 miliardi di euro. Positivo, dunque, il commento di Ance, l'Associazione nazionale dei costruttori edili: «Gli effetti di questi incentivi sono aumentati soprattutto a partire dall'anno 2013 - spiega la presidente provinciale, Vanessa Pesenti - c'è stato infatti un aumento dell'85% degli importi dei lavori portati in detrazione tra le dichiarazioni del biennio 2016-2017 e quelle del biennio 2010-2011».

Per quel che riguarda gli importi portati in detrazione nella dichiarazione dei redditi, la Lombardia ha fatto registrare il maggior utilizzo di incentivi a livello nazionale, con 8,2 miliardi di euro nei sette anni compresi tra il 2011 e il 2016 (su un totale nazionale di 27,5 miliardi di euro), un dato che per la provincia di Bergamo vale all'incirca 800 milioni di euro (pari a circa 115 milioni di investimenti all'anno). Le aziende, però, chiedono di più: «Abbiamo bisogno di misure strutturali - spiega la presidente di Ance - la precarietà dei bonus fiscali, soggetta a rinnovi periodici, di solito annuali, non aiuta le nostre imprese, anche perché spesso ci sono interventi di recupero che necessitano di periodi più lunghi. L'ambito delle ristrutturazioni è importante, ma per far ripartire l'edilizia, e quindi l'economia, le priorità sono altre».

In altre parole, gli incentivi da soli non bastano: «È determinante che ripartano gli investimenti per i lavori pubblici - dice ancora Pesenti - un aspetto che nella legge di Bilancio è stato invece fortemente ridimensionato, riducendo dell'85% rispetto alle previsioni iniziali gli effetti sul rilancio delle opere pubbliche nel 2019 (da 3,5 miliardi aggiuntivi a soli 550 milioni di euro). E che, in attesa della più volte annunciata riscrittura del Codice degli appalti, vengano adottate alcune misure di semplificazione urgenti. Il sistema degli incentivi fiscali è positivo (agevolazioni per le ristrutturazioni edilizie, eco bonus, sisma bonus), anche se eccessivamente burocratizzato - aggiunge - ma da solo non è sufficiente». Il patrimonio immobiliare e di infrastrutture presente nella nostra provincia risale in gran parte agli anni '70; si tratta di strutture che, in alcuni casi, necessiterebbe di interventi più importanti. «Se vogliamo affrontare seriamente il tema della rigenerazione urbana - conclude Pesenti - accanto alla possibilità di detrazioni serve dunque un piano di interventi di manutenzione che possa contare su reali risorse pubbliche per essere effettivamente operativo. Serve la possibilità di abbattere i costi della rigenerazione per avvicinarli a quelli del "nuovo", attraverso provvedimenti relativi agli extra oneri, semplificazioni e contributi per le bonifiche, premialità, e sono necessari strumenti normativi che siano in grado di superare le criticità oggi presenti, come il frazionamento della proprietà, i limiti in tema di distanze e altezze tra gli edifici e il regime fiscale dei trasferimenti immobiliari».