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26/07/2018

Rottamazione, ok a gara

ItaliaOggi - DARIO FERRARA

Il Tar del Friuli Venezia Giulia lo valuta come requisito idoneo
L'adesione alla sanatoria vale per l'appalto La rottamazione è strumento per ottenere il certificato di regolarità
La rottamazione delle cartelle salva l'aggiudicazione dell'appalto. Confermata la vittoria nella gara per l'azienda che ha chiesto prima della scadenza del bando la definizione agevolata dei debiti tributari pendenti: nel momento in cui si decide l'affidamento dei lavori, infatti, l'impresa partecipante alla selezione risulta in pieno possesso dei requisiti di regolarità fi scale richiesti dal codice dei contratti pubblici per diventare partner economici delle amministrazioni. Il tutto grazie alla manovra correttiva 2017 che cita in modo esplicito la rottamazione delle cartelle come strumento per ottenere il certifi cato di regolarità. Anche l'eventuale procedimento penale in corso per reati tributari risulta irrilevante. È quanto emerge dalla sentenza 246/18, pubblicata dalla prima sezione del Tar Friuli Venezia Giulia. Affi dabilità fi nanziaria Niente da fare per il competitor rimasto a bocca asciutta: legittima l'attribuzione a l l ' a z i e n d a concorrente del servizio di vigilanza negli uffi ci giudiziari della città. E ciò anche se la società vincitrice ha un debito col fisco di oltre 13 mila euro per ritenute d'imposte non versate che risalgono al 2013, più sanzioni, interessi e compensi del concessionario della riscossione: una somma, dunque, senz'altro superiore al tetto di 10 mila euro applicabile (l'importo di 5 mila euro è stato stabilito soltanto ad aggiudicazione avvenuta dall'articolo 1, comma 986, della legge di bilancio 2018). Ciò che conta è la ricevuta ottenuta via Pec dall'aggiudicataria con cui l'Agenzia delle Entrate riscontra la richiesta di ottenere la definizione agevolata dei carichi tributati pendenti, benché il benefi cio fi scale possa comunque venire meno se la società vincitrice non paga una delle cinque rate previste (per un totale di 1.500 euro). Va infatti verifi cato soltanto alla scadenza del bando il requisito dell'affidabilità finanziaria delle imprese partecipanti alla gara d'appalto. E se la società viene estromessa dalla rottamazione la decorrenza è dalla data di esclusione dalla procedura. Nel momento in cui l'azienda presenta l'offerta poi premiata dalla commissione aggiudicatrice, dunque, non ha l'obbligo di dichiarare le posizioni debitorie sanate dalla defi nizione agevolata. Punto di equilibrio Non trova ingresso l'ulteriore censura proposta dall'azienda che ha perso la gara, secondo cui sarebbe in corso un procedimento penale per omesso versamento Iva a carico di un soggetto riconducibile alla società aggiudicataria del servizio: solo la condanna passata in giudicato può infatti infl uenzare la valutazione della stazione appaltante sui requisiti di affi dabilità fi nanziaria dell'impresa. E in ogni caso la circostanza non incide sugli obblighi dichiarativi a carico della società che partecipa alla procedura pubblica. Disattesa infi ne l'eccezione di legittimità costituzionale delle norme perché la disposizione consente di arrivare a un punto di equilibrio più che plausibile fra l'esigenza di incassare il gettito dei tributi da una parte e la necessità di garantire l'esercizio della libera impresa dell'altra. © Riproduzione riservata

Foto: La sentenza sul sito www.italiaoggi.it/ documenti-italiaoggi

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