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11/06/2019

Rifiuti, la Procura: no alla revoca dei domiciliari

Il Messaggero

Nell'inchiesta sul caso dell'appalto pilotato sono stati arrestati sindaco, due assessori, tecnico comunale e un imprenditore
CERVARO
Bufera giudiziaria al Comune di Cervaro: il gip Sodani non ha ancora sciolto la riserva. Per ora, a una settimana dall'arresto, restano ai domiciliari.
A finire ai domiciliari martedì scorso sono stati il sindaco Angelo D'Aliesio, due assessori (Gino Canale e Vincenzo Ricciardelli), il tecnico comunale Enzo Pucci e l'imprenditore Alfredo Coratti (titolare della Tac Ecologia che nel 2017 si è aggiudicata la gara per la gestione della raccolta differenziata), tutti accusati di corruzione, voto di scambio e turbativa d'asta. Nessuno degli amministratori ha rassegnato le dimissioni dal Consiglio comunale.
L'unico che venerdì scorso si era avvalso della facoltà di non rispondere in sede d'interrogatorio di garanzia, l'assessore Ricciardelli, tramite i suoi legali ha protocollato le dimissioni da assessore con delega a Sport, Attività produttive, Commercio, Assistenza e Manifestazioni. Ma resta consigliere comunale. Le indagini sono tutt'altro che chiuse e gli accertamenti sono tutti documentali.
LE INDAGINI
La Procura di Cassino, nella persona del sostituto procuratore Emanuele De Franco, che coordina le indagini dei carabinieri forestali (diretti dal maggiore Masi) su quello che è stato definito il «malaffare» al Comune di Cervaro, intende analizzate ogni aspetto. Nulla viene lasciato al caso. Le indagini - partite da alcune intercettazioni attivate dalla Dda di Roma nei confronti della Tac Ecologia - ora si concentrano sui documenti sequestrati in Comune. Documenti concernenti la gestione e il contratto con la Tac Ecologia, una parte di essi era stata acquisita lo scorso anno alla stazione appaltate, il resto è stato sequestrato dopo l'emissione delle misure cautelari. Ma gli inquirenti guardano anche alla prossima procedura per il nuovo appalto. Ne fa anche esplicito riferimento il gip nell'emissione delle misure, per cui non è escluso che tra i documenti acquisiti nelle scorse ore in Comune ci siano anche atti propedeutici, d'indirizzo, per il nuovo appalto.
L'ATTESA
In queste ore l'attesa più grande è rivolta alla decisione del gip, la dottoressa Sodani, sulla richiesta di revoca degli arresti domiciliari nei confronti degli amministratori comunali e del tecnico Pucci, tutti difesi dagli avvocati Sandro Salera, Paolo Marandola e Giuseppe Di Mascio (la difesa dell'imprenditore Coratti, rappresentata dagli avvocati Giampiero Vellucci ed Emanuele Carbone, per precisa scelta non ha chiesto la revoca della misura). Sulle richieste di revoca per D'Aliesio, Canale, Pucci e Ricciardelli pende, tuttavia, il parere negativo del pubblico ministero De Franco, la cui motivazione va ricercata nelle esigenze cautelari snocciolate dal gip Sodani nell'accogliere la richieste di arresto del pm, vale a dire il pericolo di reiterazione del reato essendo ancora in carica, anche se sospesi per effetto della legge Severino. Scrive in grassetto il gip: «Considerato che l'appalto alla società di Coratti è prossimo alla scadenza e che gli amministratori comunali rimarranno in carica fino al 2022, anno in cui si rinnoveranno gli organi politici, si ritiene senz'altro attuale e concreto il pericolo di recidiva». Se nelle prossime ore se il gip dovesse rigettare la richiesta di libertà, partirebbero i ricorsi al Tribunale del Riesame, dove tutti ribadiranno la loro «estraneità ai fatti».
Vincenzo Caramadre
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