MENU
Chiudi
27/07/2018

Ricostruzione, è subito allarme «Impiegati lavoratori irregolari»

Corriere Adriatico

IL CASO
MACERATA «Le gravi irregolarità che abbiamo riscontrato nell'attuazione delle Sae temiamo fortemente che si trasferiscano ora alla ricostruzione. Ci sono già dei segnali inquietanti in merito». È lapidario Daniel Taddei, segretario provinciale della Cgil che, affiancato da Massimo De Luca della Fillea-Cgil, lancia l'allarme con dati e fatti concreti in vista della ricostruzione.
Le vertenze
Non solo. Le vertenze aperte con il consorzio Arcale e le ditte subappaltanti, a sette mesi dai primi passi, non hanno visto ancora nessuna conclusione, con decine di lavoratori nel limbo. Nonostante la richiesta alla Regione Marche, stazione appaltante, di intervenire direttamente nel pagamento di quanto dovuto alle maestranze. E con una di queste, il consorzio Gips, che ha presentato la richiesta di un concordato preventivo al Tribunale di Trento che, se accolto, rischia di allungare l'intera vicenda. «Abbiamo rilevato e certificato racconta Taddei gravi irregolarità non più nelle Sae ma stavolta in un appalto della ricostruzione. E mi riferisco al campus di Unicam che è stato donato dalla Provincia di Trento e che presto sarà inaugurato (il 6 agosto, ndr). Come per le Sae anche in questo cantiere abbiamo individuato lavoratori in distacco da altre ditte, visite mediche non effettuate, stipendi non pagati, turni di lavoro di 9 ore. Addirittura i lavoratori venivano spostati e ospitati in casali abbandonati e privi di qualsiasi agibilità verso la costa. Alcuni degli operai sono stati reclutati al bar e stavolta parliamo di manodopera italiana, una ventina dei quali si sono rivolti alla Cgil per farsi tutelare. La chicca o la beffa vedete voi, è che una delle ditte del subappalto del campus di Camerino, peraltro locale, aveva avuto accesso anche ad un contributo di 80 mila euro destinato alle imprese che si costituiscono nelle zone terremotate».
I timori
Ma la situazione che pure desta grande preoccupazione nel sindacato è il protrarsi, senza che si giunga ad una soluzione finale, «della vertenza aperta con il consorzio Arcale e le ditte del consorzio Gips, Gesti one, Europa per il recupero di centinaia di migliaia di euro di stipendi e contributi non saldati ai lavoratori delle Sae». «Sono 7 mesi che va avanti questa vertenza ricorda Daniel Taddei - e ci sono 17 lavoratori di Gesti one e 7 di Europa che attendono le loro spettanze. Ricorderete tutti i passaggi che abbiamo fatto in questi mesi con Arcale che prima intima a Gips di pagare e poi fa marcia indietro. Siamo al punto che della vicenda avevamo interessato direttamente la Regione Marche, come stazione appaltante in grado di intervenire nel caso di non pagamento da parte del consorzio Arcale. Abbiamo sollecitato la Regione ad intervenire ma l'unico passo fatto finora da parte dell'ente è stato quello di incaricare la Direzione provinciale del Lavoro di fare indagini ed accertamenti sulla vicenda per avere la certezza di se e quanto dover pagare. Noi e i lavoratori abbiamo fornito tutto il materiale disponibile. Ma, ad oggi, nessuna risposta è arrivata dalla Regione».
La richiesta
Un'altra vicenda che preoccupa lavoratori e Cgil è il concordato preventivo chiesto dalla Gips lo scorso aprile al Tribunale di Trento. «È un segnale preoccupante conclude Massimo De Luca - perché se fosse accettato dal giudice questo concordato i tempi dell'intera procedura si allungherebbero forse di anni, con danno ulteriore verso i lavoratori che attendono di essere pagati».
Mauro Giustozzi
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Richiedi una prova gratuita

Compila il form per ricevere gratis e senza impegno tutte le gare profilate per il tuo settore