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22/07/2018

Regione, il Tar rimette in pista l’ingegnere

Il Centro

Accolto il ricorso di Contestabile contro la nomina di Liberatore a dirigente della Protezione civile
L'AQUILA La graduatoria del precedente concorso era ancora in vigore, e per questo motivo la Regione avrebbe dovuto attingere ad essa, anziché indire una nuova selezione pubblica per la ricerca di un dirigente nel servizio emergenze di protezione civile. È il senso della sentenza del Tar Abruzzo (sezione dell'Aquila), che ha accolto il ricorso presentato dall'ingegner Mauro Contestabile per l'annullamento della determina con la quale era stato indetto il secondo avviso di selezione, e di quella successiva, con la quale l'incarico era stato affidato all'ingegner Silvio Liberatore . Contestabile nel 2010 aveva partecipato alla selezione pubblica per la copertura di un posto nella qualifica dirigenziale da assegnare alla direzione lavori pubblici - servizio idrico integrato, difesa del suolo e della costa, classificandosi al quarto posto tra gli idonei. Il posto vacante era stato assegnato al vincitore, ma in seguito allo scorrimento della graduatoria anche il secondo e terzo classificato avevano ottenuto incarichi. Contestabile figurava in prima posizione utile, ma la Regione anziché proseguire nello scorrimento della graduatoria, aveva indetto un'altra selezione pubblica per conferire l'incarico presso il servizio delle emergenze di protezione civile. L'ingegner Liberatore e la Regione si sono costituiti chiedendo il rigetto del ricorso sostenendo, tra l'altro, che l'ente non potesse procedere allo scorrimento della graduatoria perché il bando successivo prevedeva l'ulteriore requisito di una specifica competenza nel campo della protezione civile. I giudici ( Antonio Amicuzzi , presidente, Paola Anna Gemma Di Cesare , estensore, Lucia Gizzi primo referendario), hanno però condiviso le argomentazioni del ricorrente, ritenendo il ricorso fondato. Le graduatorie dei consorzi per il reclutamento di personale nella pubblica amministrazione, si legge in atti, erano state prorogate fino al 31 dicembre 2016 in base al decreto legislativo 101 del 2013, convertito in legge nell'ottobre dello stesso anno, e dunque, «la graduatoria era tra quelle ancora vigenti». La Regione, quindi, secondo i giudici amministrativi, prima di pubblicare la nuova selezione avrebbe dovuto verificare la presenza di soggetti idonei. Un'indagine, si legge in sentenza, «che non è stata condotta dalla Regione» la quale «avendo già la figura professionale di ingegnere nella graduatoria degli idonei, era obbligata allo scorrimento». Quanto alla circostanza delle competenze, rilevano i giudici, «come dimostrato in giudizio dal ricorrente, i requisiti erano in possesso anche dall'ingegner Contestabile, che aveva maturato un'esperienza negli eventi sismici e aveva partecipato, in materia di protezione civile, a un corso svolto dal Formez». La Regione è stata anche condannata al pagamento delle spese di lite, fissate in duemila euro. (a.bag.)

Foto: Silvio Liberatore

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