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06/09/2018

Recupero scorie «In Ast meno rifiuti e meno polveri»

Il Messaggero

L'INCONTRO
«Non saremo più proddutori solo di acciaio ma anche di scorie». con queste parole il ceo Massimiliano Burelli Burelli ha esordito presentando ai sindacati il progetto dell'impianto che provedderà al recupero delle scorie prodotte da ast. Si tratta di cifre da capogiro, un sistema di impiantistica del valore di circa 40 milioni che dovrebbe aiutare a rendere l'acciaieria più sostenibile. La firma con l'azienda finlandese non c'è ancora stata perchè si sta perfezionando il contratto ma a fine mese tutto dovrebbe essere a posto. Passeranno 18 mesi perchè l'impianto vada in funzione.
Il progetto è affidato ai finlandesi della Tapojärvi Oy per la durata di 12 anni, All'incontro con Burelli i segretari provinciali di Fim, Fiom, Uilm, Fismic, Ugl e Usb. Top secret l'argomento forza lavoro, perchè il nuovo impianto dovrà integrarsi con il lavoro dei dipendenti della Ilserv, che ora gestiscono i rifiuti della discarica. «Non conosciamo ancora il piano industriale, in ogni caso la questione dovrà essere affrontate con il nuovo committente e non con noi» avrebbe evidenziato Burelli. Un piano industriale che dovrebbe anche questo essere reso noto tra fine settembre ed i primi di ottobre.
Burelli ha assicurato investimenti importanti da entrambe le parti per rinnovare il processo di recupero e risvolti altrettanto rilevanti sotto il profilo del riutilizzo e della commercializzazione del materiale, oltre che ambientale. Il raffreddamento delle polveri avverrà al chiuso, limitando così i danni ambientali e i rischi per la salute per chi abita vicino all'acciaieria. Il nuovo affidamento permetterà di aumentare il recupero dei residui generati dal processo siderurgico, primo fra tutti la scoria, pari ad un 25-30 per cento dell'acciaio prodotto, che sarà certificata Ce ed utilizzata per la produzione di aggregati per sottofondi stradali, per conglomerati cementizi o bituminosi e per lo sbiancamento della carta. I nuovi impianti saranno dedicati al cosiddetto metal recovery' e al trattamento delle scorie al coperto, con un abbattimento dei metalli pesanti nelle scorie fino al 4 per cento. «Preso atto dei termini dell'appalto, degli aspetti tecnici del progetto e dei tempi di realizzazione si legge in una nota diffusa al termine della riunione dalle segreterie territoriali le organizzazioni sindacali hanno ribadito e precisato all'amministratore delegato di Ast che pretendono garanzie totali sugli attuali livelli occupazionali e sui livelli salariale dei lavoratori interessati».
V. Ug.