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13/12/2018

«Quelli del sì » sfilano a Milano Otto pullman dalla regione

Corriere di Bologna

Oggi l'iniziativa di Confartigianato, le piccole imprese strigliano il governo
Piccole, certo, ma si fanno sentire. Sono «Quelli del sì» e il loro sì è allo «sviluppo dell'Italia». Ora tocca, dunque, alle imprese di Confartigianato mobilitarsi contro un'inerzia del governo - non solo sulle infrastrutture - che preoccupa. Dalla nostra regione, un po' da tutte le province, partiranno otto pullman. «Saremo circa 400 persone», fa sapere il presidente di Confart i g i a n a to M a rco G r a n e l l i . L'appuntamento è oggi al MiCo, in cui sono attesi circa 1.600 imprenditori da tutta la Penisola. Sul piatto c'è una serie di rivendicazioni, che ha che fare con l'economia del Paese e con quel timore di «rimanere indietro» che avvertono un po' tutti i soggetti del mondo produttivo. Gli artigiani, però, non si riuniscono tanto per protestare ma con intenti propositivi. «Vogliamo stimolare l'attenzione del governo su temi importanti che diano risposta alla necessità di ammodernamento». Necessità che si concretizzano in nuove infrastrutture, una fiscalità più leggera per le piccole imprese e incentivi agli investimenti. E se in Italia le micro e medio aziende sono già buona parte del tessuto produttivo, a maggior ragione lo sono in Emilia-Romagna. «Nel nostro territorio - puntualizza Gran e l l i - q u a s i i l 9 8 % d e l l e aziende ha meno di 20 dipendenti. In Italia le grandi sono 23mila contro gli oltre 4 milioni e 300mila di realtà con meno di 50 dipendenti. Ma le leggi si fanno pensando a quelle grandi, e cioè lo 0,6%. Le grandi sono importanti, anzi, sarebbe bello che aumentassero, ma chi ci governa deve avere ben presente la fotografia reale». Anche Confartigianato è stata presente ai tavoli convocati dai vicepremier Salvini e Di Maio, ma, naturalmente, questa prima apertura non è bastata. «È iniziato un dialogo che spero sortisca effetti positivi - ammette Granelli - ma finché non avviene niente di concreto, riteniamo giusto tenere accesi i riflettori». La prima urgenza, duque, riguarda l'apertura di cantieri per strade, ponti, collegamenti, il Passante di Bologna, l'arteria Cispadana, o il Tibre (autostrada Tirreno Brennero). E aggiunge il rappresentante degli artigiani, «soprattutto in regione, in Appennino, occorrono interventi per contrastare il dissesto idrogeologico». L'Appennino, in fondo, è il simbolo del riscatto della piccola iniziativa imprenditoriale: creando lavoro in zone potenzialmente isolate e destinate a scomparire, svolge una funzione sociale di rilievo. Si rivendicano, ancora, modifiche sul codice degli appalti che permettano alle attività più piccole di partecipare alle gare. Se esistono strumenti aggregativi, spesso messi a disposizione della Regione, come i consorzi e le reti per poter stare sul mercato, secondo Confartigianato, anche una politica di governo che aiuti a crescere deve cambiare il sistema del credito e garantire i pagamenti da parte della pubblica amministrazione. «troppi i ritardi - lamentano gli artigiani - che ci fanno rimanere senza liquidità». «Quello che preme a tutti - conclude Granelli è l'occupazione - bisognerebbe bilanciare le misure assistenzialiste, che hanno senso solo e se di breve durata, con politiche espansive». Non il reddito insomma, ma «il lavoro di cittadinanza». Luciana Cavina luciana.cavina@rcs.it © RIPRODUZIONE RISERVATA ranelli Opere, modifiche sul codice degli appalti fiscalità più leggera e lavoro Dobbiamo ripartire

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Foto: È la percentuale di microimprese artigiane sul totale delle aziende in Emilia-Romagna. La maggior parte sono sotto i 20 dipendenti


Foto: È il numero di piccoli imprenditori che si attendono alla kermesse di Milano di Confartigianato. Saranno 400 solo dall'Emilia