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24/07/2018

PRODUZIONE 2017 E’ ANCORA STASI

Costruzioni

La sintesi che emerge dal Rapporto Atecap 2018 rileva ancora un settore ai minimi. Stime per l'anno in corso con un leggero miglioramento ma pesano i ritardi della burocrazia e le norme sugli appalti
l 2017 può essere definito un anno stazionario per il settore: la produzione di calcestruzzo preconfezionato si è attestata a circa 27.391 migliaia di metri cubi, con un +0,5% rispetto al 2016; i consumi di cemento sono stati circa 18.700 migliaia di tonnellate, arrivando a un +0,3% rispetto al 2016 e gli investimenti in nuove abitazioni, costruzioni non residenziali e genio civile sono stati circa 72.727 milioni di euro, -0,4% rispetto al 2016. Ciò a fronte di una crescita del Pil del +1,5% rispetto al 2016. Questo lo scenario che emerge dalle stime dell'Atecap illustrate nel Rapporto 2018, scaricabile nella sezione download - area economica del sito dellAssociazione. Rallenta quindi, per la prima volta da oltre dieci anni a questa parte, la contrazione della produzione di calcestruzzo preconfezionato, chiudendo il 2017 con una percentuale positiva, ma purtroppo ancora modesta. Le cause sono da attribuirsi, fra gli altri fattori, all'inefficienza nelle procedure di spesa della Pubblica Amministrazione, che ha annullato gli incentivi potenzialmente legati alle decisioni economiche del Governo, e all'entrata in vigore nel 2016 del nuovo Codice degli appalti e del relativo decreto correttivo che hanno bloccato il settore delle costruzioni anziché rilanciarlo, accentuando gli effetti della crisi Esaminando più nel dettaglio il settore del calcestruzzo preconfezionato, negli ultimi cinque anni, dal 2013 al 2017, la produzione si è ridotta del 32,6%. In termini di volumi dagli oltre 36 milioni di metri cubi del 2013 si è giunti a poco meno di 28 milioni nel 2017, con una perdita di circa 10 milioni di metri cubi in cinque anni, un calo di pressappoco 2 milioni di metri cubi all'anno che, complessivamente, porta il settore ai livelli produttivi degli anni '60. A livello territoriale, nel confronto con il 2016, sono le regioni del nord Italia, dove tra l'altro si concentra la metà dei lavori posti in gara nel 2017, e del centro a evidenziare una crescita del mercato rispetto alle regioni del meridione e delle isole. Nel panorama europeo tuttavia, nonostante gli effeti della crisi, l'Italia gioca ancora un ruolo importante in termini di produzione di calcestruzzo preconfezionato e per numero di produttori e impianti di betonaggio. Tuttavia di recente il mercato italiano del cemento e del calcestruzzo ha registrato diverse riorganizzazioni aziendali e acquisizioni con ripercussioni anche a livello mondiale, dimostrando come l'aggregazione sia una soluzione adottata dalle imprese per combattere la crisi. Le previsioni per il 2018 sono positive: per i driver del comparto, ovvero gli investimenti in nuove abitazioni e in costruzioni non residenziali, la stima è +3%, mentre per la produzione di calcestruzzo preconfezionato e per i consumi di cemento la stima è +1 %. Tali stime sono comunque vincolate al superamento delle criticità evidenziate nei meccanismi di spesa della Pubblica Amministrazione e tengono conto degli stanziamenti presenti nella legge di bilancio che hanno rafforzato l'impegno sul fronte delle infrastrutture, dell'avvio della ricostruzione delle zone terremotate e dell'approvazione a fine 2017 del Contratto di programma Anas.

Il Nuovo Codice e il relativo decreto correttivo hanno bloccato il settore anziché rilanciarlo

Associazione Tecnico-Economica del Calcestruzzo Preconfezionato Via Giovanni Amendola, 46 - 00185 Roma tel. 06 42016103-fax 06 42020145 email: atecap@atecap.it - www.atecap.it Twitter: @atecap.it Andrea Bolondi Presidente Gianpaolo Martin Tesoriere Massimiliano Pescosolido Segretario Generale

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