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16/12/2018

Pressioni e operatori del 118 ecco la nuova inchiesta che fa tremare la Asl

La Gazzetta Del Mezzogiorno

IL CASO FINANZA AL LAVORO LE VERIFICHE La discovery degli atti dopo l'arresto del pm, svela i retroscena degli accertamenti avviati dalla Procura sulla sanità
LINDA CAPPELLO l Presunte forzature nelle scelte economiche delle associazioni di volontariato per lo svolgimento del servizio del 118. Fra le carte dell'inchiesta che ha visto finire in carcere il pubblico ministero Emilio Arnesano, si parla a lungo di una delicata indagine, tutt'ora in corso, che riguarda il servizio del 118. Già nel maggio scorso, la Gazzetta aveva dato notizia di una richiesta di proroga delle indagini preliminari da parte del pm Roberta Licci , poi accolta dal gip Giovanni Gallo , nei confronti di quattro indagati, fra cui anche il dirigente Asl Carlo Siciliano , con l'accusa di concussione. Adesso, però, emergono con più chiarezza le vicende al centro delle indagini. Ma cosa c'entra questa inchiesta con quella che ha travolto il pm Arnesano? Tutto nasce dalle intercettazioni avviate sulle utenze di Siciliano, anche lui in manette insieme al magistrato: i finanzieri del Nucleo di polizia tributaria hanno infatti ascoltato alcune conversazioni in cui si faceva riferimento alle battute di caccia alle quali Arnesano aveva partecipato insieme allo stesso Siciliano ed al neurologo Giorgio Trianni. E da lì sono partiti poi gli altri accertamenti, finiti alla Procura di Potenza per ragioni di competenza. Nel carteggio depositato nei giorni scorsi, invece, emergono ulteriori dettagli relativi all'inchiesta del 118. Tutto nasce dalla denuncia del rappresentante di un'as sociazione di volontariato, convenzionata con la Asl di Lecce. Secondo la tesi accusatoria, sarebbero state poste in essere alcune pressioni per costringere gli operatori del 118 a sottoporsi alle visite mediche obbligatorie presso lo studio del dottor Siciliano, titolare dell'omonimo studio di Medicina del Lavoro; si parla anche di forniture di presidi sanitari provenienti esclusivamente da determinate società, pena l'annullamento o il mancato rinnovo della convenzione con la Asl. Di questo c'è traccia anche nei diversi decreti autorizzativi delle intercettazioni, avviate nei confronti di altri soggetti la cui identità è coperta da numerosi omissis. In uno di questi provvedimenti, inoltre, si accenna ad un nuovo fronte di indagine, che riguarderebbe le pratiche di invalidità nei casi previsti dalla legge 104/1992. Nell'episodio viene citato un soggetto, il cui nome è stato secretato, che avrebbe individuato le persone interessate al riconoscimento di assegni di accompagnamento o indennità di altra natura sottraendo dati sensibili dal Data Base dell'Inps, con il prezioso ausilio del figlio di un dirigente dell'Istituto, ormai prossimo alla pensione. Il figlio del dirigente, sollecitato dal suo conoscente, gli avrebbe poi assicurato di essere in procinto di creare un archivio con circa seimila nominativi, salvati su una chiavetta Usb e poi suddivisi per comuni. Infine, a margine della vicenda, si parla anche di una dipendente che avrebbe chiesto ad un suo collega di timbrare il cartellino per conto suo, nonostante quella mattina non fosse riuscita a recarsi a lavoro per problemi personali. Queste al momento sono le risultanze emerse dall'attività di polizia giudiziaria portata a termine dai militari del Nucleo di polizia Tributaria della Guardia di Finanza. La Procura, però, non ha ancora inviato un avviso di conclusione delle indagini preliminari, in cui vengono formalizzate le accuse. È possibile che gli inquirenti stiano ancora esaminando le posizioni dei singoli indagati, prima di decidere quali mosse intraprendere.

Foto: PALAZZO DI GIUSTIZIA C'è un'inchiesta sulla Asl

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