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05/12/2018

Prese 73 mila euro agli invalidi di guerra, il giudice inquisito far à volontariato

Il Secolo XIX

IL CASO
Bufo era presidente dell'associazione locale e oggi potrebbe estinguere il reato svolgendo lavori di pubblica utilit à
Tiziano Ivani / LA SPEZIA Il retroscena è emerso ieri, al termine dell'udienza preliminare. Il giudice spezzino Roberto Bufo - ormai da tempo sospeso da ogni incarico - potrebbe chiedere la « messa alla prova » per uscire dall'inchiesta sul buco da 73 mila euro nei conti dell'Associazione nazionale vittima di guerra. Bufo era il presidente della sezione locale della onlus all'epoca dei fatti. E, secondo la Procura, il magistrato si sarebbe appropriato del denaro, agendo in concorso con due politici locali. Dopo aver risarcito 20 mila euro per ò Bufo - arrestato all'inizio dell'anno nell'ambito di una maxi indagine sulle aste truccate nei tribunali toscani (dove prestava servizio) - sembra intenzionato a chiudere la partita. Il suo legale, l'avvocato Alessandro Civitillo, ha anticipato questa volont à gi à ieri. « Stiamo valutando » , ha detto. Il giudice per l'udienza preliminare Marta Perazzo si è vista costretta a disporre un breve rinvio (al 4 gennaio) perch é , per un errore, gli atti non erano stati notificati all'Associazione nazionale vittime di guerra. L'istanza quindi, nel caso, verr à discussa tra un mese: Bufo potrebbe mettersi alle spalle questa brutta vicenda svolgendo un po' di ore di volontariato. Con un'accusa di appropriazione indebita è una strada percorribile. Nell'udienza di ieri si sono fatti avanti anche i legali degli altri due imputati, Massimiliano Noan Notarangelo e Livio Orlando Grazzini, appartenenti al partito liberale. Gli avvocati Carlo Rampi e Gianpaolo Carabelli hanno spiegato che i loro assistiti stanno rif lettendo sulla possibilit à di farsi giudicare con rito abbreviato. I pm Antonio Patrono e Luca Monteverde hanno indagato sul caso per più di un anno. Secondo la ricostruzione di Procura e guardia di finanza, tra il 3 e il 17 maggio 2016 Bufo avrebbe fatto in modo e maniera di versare 17 mila euro per l'affitto di « un appartamento mai utilizzato dall'associazione e invece utilizzato da « altra associazione gestita dagli indagati » , scrivono i pm. Sono spuntati fuori assegni per 38.700 euro emessi in favore di Grazzini. Ancora: la Procura non trova giustificazioni neppure per un bonifico da 4.880 euro e un assegno di 2500. Gli inquirenti hanno individuato altri due assegni sospetti, per un totale di 10 mila euro, girati a Notarangelo. Il filone giudiziario incrocia quello sul porto della Spezia, che nel novembre 2016 permise ai finanzieri di arrestare alcuni dirigenti e imprenditori coinvolti in un giro di gare truccate. Gli inquirenti sono convinti che Notarangelo e Grazzini abbiano messo a segno una truffa da 347.964 euro a danno proprio dell'Authority. I due avrebbero utilizzato alcune onlus,che in realt à sarebbero state a tutti gli effetti imprese commerciali, per aggirare le regole del codice degli appalti e ottenere l'affidamento diretto « dei servizi relativi all'assistenza alle operazioni di imbarco e sbarco dei crocieristi e alla regolamentazione stradale da svolgere in 1 largo Fiorillo » . Dettaglio: la legge prevede che le associazioni con finalit à sociali possano ottenere appalti pubblici senza partecipare ad alcuna gara. Le onlus per ò devono essere autentiche, non uno strumento per mascherare attivit à di aziende private e trarre in inganno le amministrazioni pubbliche. La Procura sostiene che Grazzini e Notarangelo abbiamo utilizzato proprio questo stratagemma. In più, avrebbero anche « rendicontato spese mai sostenute, 166. 200 euro, per la produzione di materiale informativo » . Durante le indagini i finanzieri hanno acquisito i documenti relativi a cinque convenzioni stipulate dall'Ap in favore delle onlus riconducibili ai due sospettati. Dei 347.964 euro incassati, secondo gli inquirenti grazie a un raggiro, circa 282 mila sarebbero stati prelevati in contanti da Grazzini.Il solo Notarangelo è accusato invece di istigazione alla corruzione: il politico avrebbe provato a corrompere (senza riuscirci) l'allora dirigente dell'Authority Maurizio Pozella. I pm sostengono che Notarangelo gli abbia offerto denaro per indurlo « a non interrompere i pagamenti senza rendicontazione nei confronti delle onlus Gadit e Lida e al fine di prorogare le convenzioni stesse » . - tiziano.ivani@ilsecoloxix.it c BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI

Foto: 1. Il palazzo di giustizia della Spezia dove ieri si è tenuta l'udienza. 2. Il giudice Roberto Bufo, accusato di appropriazione indebita in concorso con altre due persone. 3. L'avvocato Alessandro Civitillo, il legale del magistrato finito nel mirino della Procura per il suo operato da presidente della sezione spezzina dell'Associazione nazionale vittime di guerra

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