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25/08/2018

Ponte sul Po Il comitato contro tutti Botta e risposta con la Provincia

La Gazzetta di Parma - c.cal.

BASSA
L'accusa: «Lavori mai iniziati» Serpagli: «Tra un anno la riapertura»
pCOLORNO Il comitato «TrenoPonteTangenziale», nato per chiedere una tempestiva sistemazione del ponte sul Po tra Colorno e Casalmaggiore, chiuso dallo scorso 7 di settembre, attacca tutto il mondo politico. Il primo a finire nel mirino è il consigliere delegato alla Viabilità della Provincia di Parma, Gianpaolo Serpagli autore, a sua volta, di una replica al comitato per difendere l'operato della Provincia nell'iter per avviare i lavori di sistemazione dell'inf ra s tr uttu ra . COMITATO ALL'ATTACCO «Ha minacciato denunce - scrive il Comitato riferendosi al consigliere - e ha affermato che, durante la trasmissione Agorà Estate della Rai sono state raccontate balle. Per quanto riguarda le affermazioni dei rappresentanti del Comitato poniamo queste domande a Serpagli. Non è forse vero che ad un anno dalla chiusura i lavori di rifacimento non sono ancora iniziati, che il lavoro notturno non è inserito nel bando nonostante le dichiarazioni pubbliche in senso contrario e che rispetto ai tempi inizialmente comunicati di 3 mesi di lavori, oggi il progetto ne prevede 6?». Gli interrogativi del comitato però non sono finiti. «Non è forse vero che nel bando non sono previsti i collegamenti con i " sensori di rilevamento " per cui serviranno tempi supplementari rispetto ai previsti sei mesi per effettuare questi collegamenti e ciò comporterà ulteriori dilazioni dei tempi di consegna? - chiedono dal comitato -. Non è vero che Giancarlo Sarzi Sartori ha segnalato al sindaco di Colorno (che è anche consigliere provinciale) problemi statici alla struttura senza che, in precedenza, ci sia stato alcun controllo manutentivo periodico che avrebbe evitato la chiusura, e che, solo a grazie questa segnalazione, si è potuta evitare l ' ennesima tragedia? Non è vero che la richiesta del Comune di Colorno e del Comune di Casalmaggiore di dichiarare lo stato di emergenza così da ovviare alle lungaggini dei tempi della normativa degli appalti sono state scarsamente sostenute dalla Provincia di Cremona e dalla Provincia di Parma così che la Regione Lombardia ha bocciato la richiesta e il dipartimento della Protezione Civile presso la presidenza del Consiglio dei ministri non ha neppure valutato la proposta? Ci chiediamo: serve sempre il morto ed il crollo per dichiarare lo stato di emergenza?». Poi nel mirino finisce il ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture, Danilo Toninelli: «Abbiamo richiesto la sua presenza per il 7 settembre 2018, ad un anno dalla chiusura del ponte. Nonostante l ' invio dell ' invito sia stato recapitato da molto tempo il ministero non ci ha neppure comunicato di aver ricevuto la r ic h ie s ta » . Infine, a nome del vicepresidente del comitato, Fausto Salvini, l ' ultimo attacco: «Anche la Lega ha grandi responsabilità. In Lombardia, dove governa, avrebbe potuto chiedere lo stato di emergenza, ma non lo ha fatto». LA REPLICA DI SERPAGLI Gianpaolo Serpagli, consigliere provinciale con delega alla Viabilità, non ci sta ad essere accusato di immobilismo. «Se potessi riaprire il ponte lo farei domani mattina, perché non ho nessuna convenienza a tenerlo chiuso. Mi spiace che i membri del comitato non riescano a capire chi lavora veramente per la riapertura dell'infrastruttura», dichiara Serpagli, per poi entrare nel dettaglio dell'operato della Provincia. «Per velocizzare i cantieri racconta - abbiamo provato a chiedere lo stato di calamità al ministero dei Trasporti e alla Regione, ma questa possibilità ci è stata negata. Allo stesso modo, dopo aver passato la strada Asolana, e quindi anche il ponte, alla gestione di Anas, abbiamo chiesto al ministero che si faccia garante con Anas per la progettazione del nuovo ponte, progettazione che non è più di competenza della Provincia, ma non abbiamo nemmeno ricevuto r i s p o s ta » . Sui presunti ritardi, Serpagli è categorico: «Abbiamo fatto una conferenza dei servizi coinvolgendo una ventina di enti per evitare possibili ricorsi che avrebbero dilatato ulteriormente i tempi di avvio delle opere di sistemazione». Il consigliere provinciale ricorda infine che nel bando di gara «la rapidità di esecuzione del cantiere vale il 36% del punteggio assegnato a chi si aggiudicherà l'appalto, quindi non si può dire che la Provincia non sia stata attenta ad accelerare i tempi di risistemazione». Serpagli ricorda infine che «il ponte dovrà essere riaperto a settembre 2019». © RIPRODUZIONE RISERVATA

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