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21/12/2018

Piano extra di investimenti da 19 miliardi ridotto del 12%

Il Sole 24 Ore - Giorgio Santilli

CANTIERI
La sfida è avviare le opere Riparte il Terzo valico con 600 nuovi occupati subito
ROMA

Lo spostamento di risorse dalla spesa per investimenti pubblici alla spesa pubblica corrente è sempre una pessima notizia per la crescita ed è il male che ha devastato l'economia italiana negli ultimi quindici anni a dispetto delle tante promesse di spending review. Nulla di nuovo, quindi, quando mercoledì il governo ha chiuso l'accordo con Bruxelles proponendo un taglio, politicamente facile da percorrere, di 2,25 miliardi agli investimenti (rimodulazione di fondi Fs per 600 milioni, di cofinanziamenti a fondi strutturali Ue per 850 milioni e al Fondo sviluppo e coesione per 850 milioni) cui si aggiungono fondi accantonati del ministero delle Infrastrutture per 300 milioni (cui si potrebbero aggiungere varie altre voci di spese in conto capitale non facilmente identificabili di altri ministeri). Una frenata fatta a costo di rimangiarsi tre mesi di tambureggiante campagna sul rilancio della crescita sostenuto dal rilancio degli investimenti pubblici.

Oltre gli slogan, però, bisogna capire qual è il saldo della manovra sugli investimenti. E non c'è dubbio che, in termini di risorse, sia un saldo ancora positivo. Oltre ai 15 miliardi aggiuntivi in tre anni (5 nel 2019 ma tutti impegnabili subito) destinati al nuovo fondo per gli investimenti vanno affiancati 3,7 miliardi di piani straordinari 2019. Anzitutto il piano anti-dissesto idrogeologico (2,6 miliardi nel 2019, 3,7 nel 2020, 4,2 nel 2021) e il piano straordinario di manutenzione strade che vale 1,1 miliardi nel 2019. Qui si mescolano risorse vecchie e nuove ma la flessibilità ottenuta da Bruxelles dovrebbe accelerare. In tutto siamo quindi a 18,7 miliardi. Il taglio da 2,25 miliardi inciderebbe per il 12%.

Sul fronte delle riduzioni introdotte nell'accordo con la Ue bisognerebbe stimare però l'effetto concreto. Nel caso delle Fs, per esempio, il gruppo ferroviario stima di non subire alcun effetto perché al buco aperto dalla rimodulazione nel tempo dei fondi le Fs rimediano in autofinanziamento (o con mutui Bei). Si aggiunga che 600 milioni pesano su un contratto di programma 2017-2021 che ha finanziamenti per 53,6 miliardi (sui fondi per il Sud si veda l'articolo in basso).

Il bilancio resta quindi positivo in termini di risorse. Ma bisogna ricordare che già con i governi Pd le risorse stanziate sono cresciute ma non si è riusciti a spenderle. Qui è il nodo: riuscire ad aprire i cantieri è molto complicato e non saranno nuove cabine di regia a sbloccare. Anche il tira e molla sulla riforma del codice appalti parla di idee non proprio chiarissime. Rispetto al passato, poi, questo governo ha un handicap in più: le analisi costi-benefici su tutte le grandi opere fa perdere tempo quando bisognerebbe correre. Sembra un tempo breve ma tenere ferme le opere anche solo sei mesi (come è successo con il Terzo valico che ora riparte con 600 nuovi occupati e 5.000 a regime) per poi magari liberarla con integrazioni progettuali, ha un effetto devastante nel breve periodo di un anno. Il fattore tempo è decisivo. Basta perdere 4 mesi a inizio anno per perdere un anno intero. Ecco la vera sfida, non solo i numeri.

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15

miliardi

RISORSE TRIENNALI

Sono le risorse aggiuntive suddivise in tre anni ma dovrebbero essere tutte impegnabili subito

3,7

miliardi

PIANI STRAORDINARI

L'entità dei piani straordinari anti-dissesto e manutenzione stradale. Risorse in parte vecchie ma ora c'è la flessibilitàUe

2,25

miliardi

LE RIDUZIONI

L'accordo con la Ue prevede la riduzione di 2,25 miliardi per altre finalità, Sud e ferrovie. Effetto concreto limitato


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Il piano delle risorse per gli investimenti


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FOTOGRAMMA


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Ferrovie. --> Rinvio di investimenti per 650 milioni


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«Allarme Inps». --> Per il presidente dell'Inps, Tito Boeri, per effetto del blocco delle assunzioni nella Pa «l'Istituto dovrà rinunciare fino a novembre 2019, a 1039 assunzioni»

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