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01/08/2018

Petronilla Carillo Concorso formale in turbata lib…

Il Mattino

Petronilla Carillo
Concorso formale in turbata libertà degli incanti, turbata libertà del procedimento di scelta del contraente, falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale e peculato. Sono questi i capi di imputazione contestati, a vario titolo, dalla Procura di Salerno ai ventuno indagati dell'inchiesta su Ecoambiente nell'avviso di conclusione delle indagini preliminari. La Procura di Salerno non fa sconti a nessuno e chiude così uno dei filoni investigativi sull'affare rifiuti. Bocche cucite al terzo piano del palazzo di giustizia ma, stando ad alcune indiscrezioni, si lavora ancora sul Consorzio di Bacino Sa 2 e su Salerno Pulita.
GLI INDAGATI
Gli indagati sono Gianluca De Santis, direttore generale della società; Attilio De Nigris, membro della commissione gara; Mario Capo, amministratore delegato; Domenico Ruggiero, presidente della commissione gara e direttore tecnico di Ecoambiente Salerno; Giuseppe D'Acunzi, anche lui presidente della commissione gara; Marco Senatore, avvocato e consulente esterno; Vincenzo De Vizia, socio e presidente del cda della De Vizia Transfer; Marisa Lombardi, socio della De Vizia Transfer; Luigi De Rosa, socio della Smet spa; Cosimo Montefusco, responsabile unico del procedimento per Ecoambiente; Vincenzo Manzo, membro della commissione di gara; Maurizio Buccella, direttore dei lavori per Ecoambiente; Aroldo e Luca Berto, legali rappresentanti e amministratori di fatto della Gel spa; Sara Fariello, componente del consiglio di gestione; Roberto Bellizia, revisore unico presente al consiglio di gestione; Giovanni D'Antonio, membro del consiglio di gestione; Vincenzo Albini e Marco Lauretti, rispettivamente imprenditori e rappresentanti della Gbs General Broker Service srl e Rm srl; Walter Elizzi, rappresentante della Credit Land Consulting srl;Vincenzo De Prisco, dell'Istituto Italiano Anticorruzione. Nel collegio difensivo, tra gli altri, gli avvocati Aniello Feleppa, Cecchino Cacciatore, Gino Bove, Marco Salerno, Francesco Saverio Dambrosio.
L'IMPIANTO DI TRATTAMENTO
I fatti contestati vanno dal 2011 al 2017. Secondo la Procura le procedure di affidamento di lavori e servizi per la realizzazione dell'impianto di trattamento del percolato proveniente dalla discarica di Macchia Soprana, non sarebbero state eseguite con regolarità. In particolare Ecoambiente avrebbe adottato procedure «illecite» per favorire la Gel spa. La società sarebbe stata ammessa alla gara nonostante un'offerta tecnica che risulterebbe «anomala» agli atti della procura. E questo perché prevedeva la realizzazione di un impianto della capacità di 150/mc al giorno, sovradimensionato rispetto al bando e al capitolato tecnico della gara. In questo modo, le quantità giornaliere di rifiuti da trattare (120 metricubi al giorno, per un totale di 180mila in cinque anni) venivano incrementate del 20% del quantitativo giornaliero causando un aumento dei costi a carico di Ecoambiente. Quando poi, oltre alla lavorazione del percolato proveniente da Serre ad Ecoambiente veniva attribuita anche la gestione della discarica di Parapoti a Montecorvino Pugliano, «preso questo a pretesto - si legge nelle carte - fraudolentemente» veniva modificato l'oggetto del contratto che veniva esteso anche al nuovo sito nonostante le necessità tecniche diverse. Invece di redigere una nuova gara, venne «illegittimamente esteso l'originario appalto» per Montecorvino.
I TRASPORTI
Nel mirino anche la gara d'appalto per i servizi di «movimentazione e trasporto dei rifiuti speciali prodotti dallo Stir Battipaglia e dalla discarica di Campagna», In violazione del codice degli appalti, Ecoambiente sarebbe intervenuta tra l'Ati De Vizia Transfer (imprenditore privato e società mandataria) e la Smet Logistics (società mandate) affidando il servizio in maniera anomala rispetto alla gara. Sette anni dopo Ecoambiente avrebbe poi affidato direttamente il servizio alla Ad Logistica per un importo inferiore rispetto al precedentemente (13,90 euro a chilometro rispetto ai precedenti 34,33) e nonostante avesse anche in itinere il contratto con la Ati De Vizia. Il prezzo superiore era stato giustificato con «i costi di miglioramento del servizio». A favore della Ati sarebbe stato più volte prorogato l'appalto procurando un ingiustificato vantaggio.
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