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20/01/2019

Palasport al Foro Boario è scontro dentro la Giunta

Il Messaggero

Spunta un altro intervento a Maratta portato avanti dall'assessore Dominci
IL FATTO
Appena il tempo di tirare un sospiro di sollievo, che già si torna con l'affanno a parlare del palazzetto dello sport di Terni. Un investimento da 15 milioni di euro che pochi giorni fa si era sbloccato, dopo un empasse che rischiava di mandare tutto all'aria a causa del dissesto. Almeno così è parso di capire dalle parole dell'assessore ai lavori pubblici Enrico Melasecche. «Un obiettivo che nel 2019 intendiamo definire e portare ai blocchi di partenza», aveva detto Melasecche riferendosi alla realizzazione del palasport tra il Foro Boario e lo stadio Libero Liberati. Obiettivo che ora deve fare i conti con un altro progetto, quello che prevede la realizzazione di un Palazzetto dello sport da tutt'altra parte della città, sull'area dell'ex polveriera di Maratta. Una struttura, quest'ultima, pensata anche per ospitare i cosiddetti campionati di e-sport (gare di videogiochi a livello competitivo) che verrebbe realizzata grazie alla sponsorizzazione di importanti marchi internazionali.
Due progetti diametralmente opposti che hanno creato una spaccatura in giunta. Lo scontro è tra due pesi massimi. Da una parte l'assessore Melasecche, che sta portando avanti la soluzione del Foro Boario, dall'altra l'assessore Fabrizio Dominici, l'artefice dell'investimento sull'ex polveriera di Maratta. Da quello che è stato possibile capire, abbandonare il progetto del Foro Boario è più che altro una scelta politica. È vero che di mezzo c'è una procedura di gara non ancora terminata, ma la Giunta pare orientata a realizzare la struttura fuori dal centro, per non congestionare ulteriormente viale dello Stadio. Voltare pagina così a cuor leggero però non sarà facile, proprio perché in ballo c'è una gara pubblica che ha visto la partecipazione di un investitore privato del calibro della Salc di Simonpietro Salini. Sul tavolo anche la questione delle riqualificazioni di due aree, il mattatoio e i mercati generali, che rischiano di venire meno se crollasse il progetto di un palazzetto dello sport tra il Foro Boario e lo Stadio.
Lo scoglio che potrebbe giustificare il cambio di rotta pare sia stato superato. Si tratta dei tre milioni di euro che il Comune deve mettere sul tavolo per coprire la sua parte di finanziamento rispetto all'impegno del privato. Soldi che con il dissesto in corso non ci sono, o meglio non si possono tirare fuori in alcun modo. Ostacolo che però pare sia stato baipassato, utilizzando le regole del nuovo codice degli appalti, che permetterebbero al Comune di azzerare la sua quota di cofinanziamento, di fatto rimodulandola. Operazione che avrebbe visto protagonista anche la Fondazione Carit, pronta a finanziare l'opera al Foro Boario, magari in cambio di una intitolazione tipo Pala Fondazione, come capita per le sponsorizzazioni. Per il nodo viabilità, inoltre, l'assessore Melasecche aveva annunciato la presentazione di un progetto per realizzare un sottopasso pedonale in viale dello Stadio. Insomma, due passi in avanti (sottovia e cofinanziamento azzerato) per chiudere la partita sul Foro Boario che però non convincono gli assessori che vogliono portare fuori dal centro il Palazzetto dello sport.
Sergio Capotosti
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