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06/06/2019

Nessun tetto per i subappalti

Il Secolo XIX

le regole ue
La Lega si appella alla normativa europea sugli appalti. Chiede, infatti, una sospensione del Codice varato in Italia nel 2016 fatto salvo quando previsto in particolare da tre direttive Ue, tutte del 2014. Una cornice normativa quella europea che cerca di armonizzare le diverse discipline, stabilendo dei criteri di massima. Ecco che tra i paletti fissati non c'è un tetto per il subappalto, che quindi è libero e può arrivare fino al 100% dell'opera. E anche la soglia sotto sui scatta la gara è più elevata rispetto a quella italiana: il limite comunitario attuale è di 5,5 milioni di euro per i lavori, anche se comunque è invocato il rispetto dei principi di trasparenza e pubblicità. L'emendamento della Lega, al centro delle discussioni con i Cinque Stelle, nelle premesse esplicita «il rispetto dei principi e delle norme sancite dall'Unione europea». E lo stesso vicepremier Salvini ha rimarcato: «Chiediamo di rifarci, pensa un po', alla normativa europea, non al codice del Burundi. Per snellire, velocizzare, accelerare». Il richiamo fa riferimento, precisamente, alle direttive Ue su appalti, "utilities" e concessioni. Regole che si inspirano alla «semplificazione», «all'aggregazione della domanda».