MENU
Chiudi
09/11/2018

Metro cittadina c’è il sì di Ferrovie «Chiediamo i soldi al Ministero»

Il Mattino di Padova - Claudio Malfitano

Avviato il progetto di fattibilità e l'analisi dei costi e benefici Lorenzoni: «Fare in fretta, la scadenza è il 31 dicembre»
Claudio Malfitano / PADOVAI numeri parlano chiaro: ogni giorno tra le 7 e le 9 del mattino entrano nell'area della Zip tra le 25 e le 30 mila persone. La maggior parte di queste sono lì per lavorare. E devono ogni giorno fare i conti con code, traffico e parcheggi. Anche l'idea di Arturo Lorenzoni è chiara: una linea di metropolitana di superficie che utilizzi i binari oggi esistenti (usati solo per le merci) e che colleghi la stazione alla Zip, per intercettare almeno una parte di questi lavoratori.Se domanda e offerta si incontreranno lo si saprà solo nel 2019. E dipenderà dal governo: Padova infatti chiederà almeno 12 milioni di euro di finanziamento per questo progetto, nell'ambito di quelli infrastrutturali per la "cura del ferro". Rinviando quindi al 2020 la richiesta di fondi per la terza linea (la Sir2) del tram. analisi costi-beneficiPer presentare la richiesta di finanziamento al Ministero serve un progetto preliminare e una seria analisi costi-benefici che ne giustifichi la realizzazione. Per questo, ieri mattina, l'amministrazione ha incontrato i tecnici di Rfi, Ferrovie e Regione. «C'è stata una disponibilità a collaborare. Un atteggiamento costruttivo che ci permette di avviare la fase prodromica - racconta il vicesindaco Lorenzoni, che era affiancato dal presidente di BusItalia Andrea Ragona - Adesso faremo tutte le verifiche tecniche e di fattibilità. Ho chiesto agli uffici di fare in fretta, perché la scadenza è molto vicina. Ma conto di farcela». Perché il Ministero dovrebbe prendere in considerazione la richiesta di Padova? Lorenzoni è tranquillo: «È un progetto importante. E utile - risponde - L'analisi costi-benefici lo dimostrerà. Anche tenendo conto dei costi indiretti che la città oggi sta pagando, sia in termini di congestioni del traffico che in termini di salute dei cittadini a causa dello smog». La prima linea per la ZipIl progetto di una "metro Padova" è piuttosto ambizioso. Ed è per questo che va realizzato passo dopo passo. Il primo piccolo balzo sarebbe riuscire a farsi finanziare almeno la prima linea. L'idea è collegare, con i binari già esistenti, la stazione alla Zip, con una stazione di arrivo localizzata nei pressi di Villa Barbieri, all'inizio di corso Stati Uniti. A quel punto la linea di autobus numero 7 (che oggi copre appunto il percorso stazione-Zip) diventerebbe una circolare interna alla zona industriale. Prevista anche una fermata intermedia, a PadovaUno, in viale dell'Elettronica, vicino alla Croce Rossa.Si utilizzano infatti i binari esistenti, con il vantaggio della prossima chiusura del passaggio a livello di via Friburgo, che rafforzerà l'asse oggi usato solo per le merci. Da stazione a Zip ci si metterà 6 minuti: un tempo "competitivo" rispetto a auto e bus.Costi e mezziI costi? Bisognerà comprare almeno due convogli, che costano 5,5 milioni ciascuno. La Regione, tra l'altro, ne sta già acquistando 31 con Trenitalia per i nuovi treni regionali. Si tratta di carrozze "Coradia Stream" realizzate dal colosso francese Alstom, la stessa azienda del tram. «Se potessimo aggiungerne due a questa commessa non sarebbe male. Poi ci saranno pochi altri costi infrastrutturali: giusto le pensiline e la sistemazione delle fermate», sottolinea il vicesindaco. Dunque la richiesta allo stato sarà di almeno 12 milioni: «Non abbiamo ancora una cifra precisa - risponde il vicesindaco - Saranno le verifiche di Rfi e Ferrovie a dirci quali saranno i costi». Il bando del ministero deriva dai 3,5 miliardi inseriti dalla legge di bilancio 2018 nel Fondo investimenti. Sono destinati «alla realizzazione di nuove linee e prolungamenti di metropolitane, tranvie e filovie (e del relativo materiale rotabile), sulla base dei progetti di fattibilità presentati dai comuni».i futuri sviluppiNell'idea del vicesindaco c'è un ampio sistema di trasporto pubblico cittadino, che integri metropolitana di superficie, tram e autobus. La metro infatti potrebbe espandersi, sempre utilizzando i binari esistenti, fino a Vigodarzere per quanto riguarda l'area nord. E poi con una seconda linea da Busa di Vigonza fino a Abano-Giarre. «Su queste tratte Rfi ci ha chiesto ulteriori approfondimenti, perché andiamo a interferire con il traffico passeggeri - sottolinea Lorenzoni - Ma è uno sviluppo futuro che valuteremo». Ovviamente la metro dovrà integrarsi con le linee di tram e di bus. Con la stazione che diventerà il vero centro intermodale della mobilità urbana. E la terza linea del tram? Il bando ministeriale prevede un'ulteriore scadenza, per i fondi da assegnare nel 2020. Entro il settembre del prossimo anno sarà necessario presentare il progetto di fattibilità della tratta da Rubano fino a Ponte di Brenta. -- BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI

Richiedi una prova gratuita

Compila il form per ricevere gratis e senza impegno tutte le gare profilate per il tuo settore