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09/01/2019

«Mercimonio sui castelli», gli amministratori a processo

Il Mattino

IL RESTYLING DELLE SUGGESTIVE DIMORE DELL'ALTO CASERTANO NODO DEL PROCESSO «THE QUEEN»
L'UDIENZA
Biagio Salvati
Aveva scosso parti di borghesia metropolitana, con il coinvolgimento di ben dodici docenti universitari, per lo più legati al mondo accademico, ma anche sindaci al di sopra di ogni sospetto pienamente inseriti nei contesti cittadino di Napoli e Caserta, la vicenda giudiziaria che l'altro giorno ha portato a giudizio 43 persone (sugli iniziali 77 indagati in parte già a processo a Napoli Nord) coinvolte a vario titolo nell'inchiesta The Queen, parte II, battezzata così dal nome de ingegnere Gugliemo La Regina, titolare di un importante società napoletana, la Archicons.
Il tutto ruota su un futuro progetto della Casa dello Studente di Aversa di cui parlavano La Regina e l'imprenditore Martinelli di San Cipriano d'Aversa della MmArch. Ma anche sull'appalto per le «Porte dei parchi», per un importo da nove milioni di euro per la riqualificazione di alcuni castelli medievali nell'alto Casertano (Francolise, Rocca d'Evandro, Alife, Calvi Risorta). Fulcro centrale, la figura dell'imprenditore Alessandro Zagaria ritenuto in odore di camorra, aggravante che è caduta nel rinvio a giudizio disposto per il 20 febbraio a Napoli Nord, e già noto per l'inchiesta madre su Palazzo Teti a Santa Maria Capua Vetere che vide coinvolto l'ex sindaco Biagio Di Muro. Ma c'è anche il sindaco di Aversa, Enrico De Cristofaro, coinvolto per un'accusa che risale al periodo antecedente la sua elezione alla carica di sindaco, quando era presidente provinciale dell'Ordine degli Architetti di Caserta. Fatti che solo incidentalmente riguardano Aversa, considerato che si tratta dell'appalto per la ristrutturazione e trasformazione dell'ex carcere mandamentale. A suo sostegno, una nota diffusa ieri della maggioranza in cui i componenti parlano di «garantismo e di fiducia massima nella magistratura, sottolineando la necessità di andare avanti nel rispetto del mandato elettorale». Si dice garantista anche Alfonso Golia del Pd che, però, «consiglia al sindaco di valutare le dimissioni. A giudizio è andato anche l'ex sindaco di Casapulla, Ferdinando Bosco e Loredana Di Giovanni già segretaria de La Regina e dell'ex assessore regionale Sommese - che è diventata poi la gola profonda nella prima parte dell'inchiesta The Queen, quella su Palazzo Teti a Santa Maria. Fu lei a riferire che Bosco, quando non era sindaco avrebbe favorito l'imprenditore Zagaria per una gara ma i soldi, 14mila euro, la Di Giovanni riferisce di averli dati all'imprenditore e di non sapere il seguito.
Prosciolto Pasquale Garofalo, mentre ha scelto il rito abbreviato l'ex sindaco di Riardo Nicola D'Ovidio e l'imprenditore Antonio Bretto. Tra gli imputati molti ingegneri e architetti nominati dai vari Comuni come componenti delle commissioni di gara responsabili dell'affidamento dei lavori, che, secondo i magistrati della Dda di Napoli, finivano quasi sempre a poche ditte, alcune ritenute collegate a quella di Zagaria.
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