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22/06/2019

Mega appalto da Buzzi a una coop indagata

Il Fatto Quotidiano

Lazio Estromessa la risanata Capodarco. Tutti i servizi della Sanità regionale a una multinazionale AFFARI NOSTRI
È un appalto da 20 milioni di euro l ' anno e rappresentava un boccone prelibato per Salvatore Buzzi e i sodali della cosiddetta Mafia Capitale, ora finisce a una cooperativa sotto indagine per turbativa d ' asta a Trento: si tratta del " recup " , il servizio telefonico che si occupa delle prenotazioni di visite mediche su tutto il territorio della Regione Lazio. È UN APPALTO da cui è stata estromessa la cooperativa aCapo, più nota come Capodarco e già travolta dalle macerie del Mondo di mezzo, ma poi risanata dall ' a mm in is tr az io ne giudiziaria: 800 persone, " soggetti svantaggiati " (è una coop di tipo b), tra cui molti disabili, rischiano di perdere il posto di lavoro. E perché? Perché la aCapo - al cui vertice nel frattempo si è insediata proprio Roberta Ciancarelli, già amministratrice giudiziaria con Daniela Saitta - è stata esclusa per una valutazione negativa dell ' Inps sulla regolarità contributiva e questo è stato l ' elemento decisivo per la stazione appaltante, la Regione Lazio. All ' ente guidato dal presidente Nicola Zingaretti è sfuggita, però, la successiva sentenza firmata dalla sezione lavoro del Tribunale di Roma: la valutazione dell ' Inps è illegittima. E, cortocircuito dei cortocircuiti, mentre viene estromessa aCapo vince la gara la multinazionale Gpi, al cui interno c ' è la cooperativa Consorzio lavoro e ambiente appena coinvolta in un ' indagi ne della Guardia di finanza su bandi di gara di alcuni servizi del Museo delle Scienze di Trento: la gara - secondo l ' ac cusa - sarebbe stata " inquina ta " per consentire alla coop trentina di aggiudicarsi l ' a ppalto. Ed è partita anche un ' in chiesta della Corte dei conti per accertare danni erariali. Notizie pubbliche, uscite sul quotidiano Tren tino ne gli scorsi mesi. Ma non arrivate, evidentemente, all ' attenzione della Regione Lazio. Almeno fino al ricorso dell ' avvocato Adalberto Perulli per aCapo che chiede la revoca dell ' app al to in autotutela alla Regione. La " diffida ad adempiere " è partita lunedì scorso, ma per ora non è arrivata nessuna risposta né dagli uffici di Zingaretti, né da quelli dell ' assessore alla Sanità Alessio D ' Amato, né dalla Segreteria generale. C ' è, però, la replica del Consorzio lavoro e ambiente: " La revoca in autotutela non è possibile perché è già stato stipulato un contratto tra le parti " . Nessuna considerazione, invece, sulle vicende giudiziarie del Consorzio. Scrive l ' avvocato Perulli nel ricorso: " Non v ' è chi non veda l ' assoluta sovrapponibilità della fattispecie accorsa quest ' oggi con quella che riguardò Mafia Capitale. Infatti sia in quell ' occasione che adesso vi sono notizie riguardanti la commissione di un gravissimo reato che impatta direttamente con la partecipazione alle procedure di evidenza pubblica: sia in quell ' occasione che adesso i reati sono stati commessi dal medesimo settore oggetto della gare de qua ; sia in quell ' occasione che oggi le notizie riguardano concorrenti alla procedura (con l ' a gg ravante che adesso il concorrente è anche l ' aggiudicatario); sia in quell ' occasione che oggi è sconsigliabile ed inopportuno procedere con le ulteriori fasi della procedura per tutelare l ' interesse pubblico " . Il legale della aCapo si riferisce al dicembre 2014, quando fu revocata l ' indizione di una gara per l ' affidamento di diversi servizi sanitari di asl romane, Policlinico, Tor Vergata e Regione proprio perché gli allora vertici di aCapo erano coinvolti in un sistema di turbativa d ' asta. Il fantasma di Mafia Capitale rimane minaccioso. La palla ritorna alla Regione Lazio, i cui servizi sanitari, dopo questo appalto, compresa la piattaforma informatica, sarebbero tutti gestiti dalla multinazionale Gpi: controllore e controllati in alcuni casi diventerebbero così la stessa cosa. G. CAL. Il ras SALVATO REBUZZI co n d a n n a to in appello a 18 anni e 4 mesi per a ss o c i a z i o n e a delinquere di stampo mafioso

Foto: La politica Il potente assessore alla Sanità della Reg ione Lazio, Alessio D ' Amato