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31/10/2018

Mazzette per i lavori: 8 a giudizio

QN - Il Resto del Carlino

INCHIESTA APPALTI TRUCCATI A PROCESSO L'IMPRENDITORE CATALANO
MAZZETTE per ottenere lavori negli ospedali e nelle strutture sanitarie del capoluogo e della provincia dorica. Rinviati a giudizio gli 8 indagati, tra dipendenti Asur ed imprenditori, finiti nell'inchiesta dei presunti appalti truccati. Dovranno affrontare il processo Luigi Catalano, l'imprenditore nativo del Napoletano ma da anni residente ad Ancona e legale rappresentate della Edilcost Srl (società fallita poi nel 2015), Antonio Tonti, di Ancona, geometra dell'Asur 7, Alessandro Santini, anconetano, responsabile dell'Ufficio tecnico dell'Asur 7, Antonio Enrico Iannetti, di Chiaravalle, titolare della Global Union Service, Giacomo Santarelli, di Ancona, della Gs Termica, Alvaro Brunelli, di Offagna, della Brunedil Costruzioni, Dario Cecconi, di Osimo, della Servizi Tecnologici e Stefano Giuliodori, di Osimo, della Gs Tecnica. Per loro inizierà il dibattimento il prossimo 7 marzo, con il rito ordinario, davanti al collegio penale. Nessuno degli imputati ha chiesto il rito alternativo. Il rinvio a giudizio è stato deciso ieri dal gup Paola Moscaroli. L'inchiesta, del pm Paolo Gubinelli, aveva portato a galla un presunto giro di tangenti messo in piedi tra il 2010 e il 2012 e che per quasi tre anni avrebbe pilotato così appalti pubblici assegnati sempre alle stesse ditte. Stando alle accuse gli imputati si sarebbero accordati per costruire un cartello di imprese specializzate nel settore edilizio, elettrico ed idraulico per assicurarsi l'affidamento di lavori che riguardavano manutenzione e ammodernamento di strutture. Le mazzette sarebbero arrivate fino a 100mila euro. L'Asur si è costituita parte civile tramite l'avvocato Cristiana Pesarini e ha chiesto 25 milioni di euro come risarcimento per il danno subito. Nella cifra sono compresi gli importi degli appalti assegnati, che sono stati di 2,46 milioni per il 2010, 2,56 milioni per il 2011 e 1,35 milioni per il 2012. A questi va sommato il danno all'immagine. I reati contestati a vario titolo, sono l'associazione a delinquere finalizzata alla corruzione, alla truffa ai danni di enti pubblici, turbativa d'asta, falso in atto pubblico, occultamento e distruzione di atti. Catalano è difeso dall'avvocato Andrea Marini, Giuliodori dagli avvocati Simona Mengarelli e Michele Ruggero, Tonti dagli avvocati Joacopo Saccomani e Alessio Stacchiotti, Santini da Antonio Mastri, Iannetti da Leonardi, Santarelli da Piazzolla, Brunelli dall'avvocato Dino Latini e Cecconi dall'avvocato Tartuferi. Marina Verdenelli

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