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08/10/2018

Magistrati tributari la carica è onoraria

La Repubblica - Affari Finanza - (m.d.p.)

LA NORMA
Il giudice tributario è una carica onoraria, come quella del giudice di pace. Per diventarlo, sia i magistrati, sia gli esterni, devono superare un concorso per titoli, gestito dal Consiglio di Presidenza della Giustizia Tributaria. Si tratta dell'organo di autogoverno, simile al Csm, dove siedono, accanto ai rappresentanti scelti dal Parlamento, gli eletti tra i giudici tributari. I bandi pubblicati nel sito (www.giustizia-tributaria.it) non indicano i criteri per la selezione. Il lavoro del giudice tributario costituisce per tutti un secondo lavoro, essendo basato su 2 giornate al mese. La remunerazione dipende dal numero di sentenze decise, per la quale sono previsti 200 euro a sentenza, che vengono spartiti tra i 3 giudici incaricati del contenzioso, con una remunerazione più alta per il relatore, che studia il caso. Il giudice tributario non può superare la soglia dei 72mila euro lordi l'anno. In questo ambito il Mef gestisce le segreterie delle Commissioni tributarie, e provvede a pagare il personale e i giudici tributari. Oggi è possibile l'utilizzo di un moderno sistema di processo telematico. In caso di riforma con introduzione di giudici professionali a tempo pieno, è probabile che ne servirebbero 500-700 (il cui costo dovrebbe essere allineato a quello delle altre magistrature), visti i flussi dei ricorsi presentati nei due gradi di giudizio e la produttività media dei giudici.

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