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13/01/2019

«Locride Ambiente non paga nell ‘ indifferenza dei Comuni»

Gazzetta del Sud

Lo Slai-Cobas sui casi Marina di Gioiosa e Motta San Giovanni
Piperno tuona: «L ' i n te rve n to sostitutivo è obbligatorio ma fanno orecchie da mercante» « I n co m p re n si b i l i due mesi di ritardo per una verifica che dovrebbe richiedere al più mezz ' o ra »
SIDERNO Il responsabile provinciale dello Slai-Cobas di Vibo Valentia Nazzareno Piperno al fianco dei lavoratori di Locride Ambiente per quella che definisce «la peggiore criticità che abbiamo avuto modo di constatare: quella del ritardo nel pagamento delle retribuzioni che, in alcuni casi, ha assunto ormai proporzioni drammatiche, anche per la manifestazione di indolenza ed arroganza dimostrata non tanto dalla società - cosa che non ci mera viglia affatto - ma dalle Ammini strazioni comunali che abbiamo coinvolto nella problematica chiedendo loro di fare quello che la legge prevede. Senza riscontro alcuno» Il sindacalista parla quindi dei " casi limite " che, a suo avviso sono quelli di Marina di Gioiosa e di Motta San Giovanni " dove le Am ministrazioni hanno fatto orecchie da mercante alla richiesta di attivazione dell ' intervento sostitutivo previsto dal nuovo codice degli appalti che, come è noto, prevede l ' in tervento della stazione appaltante, anche pubblica amministrazione, in sostituzione dell ' appaltatore che non retribuisca i propri dipendenti. Intervento sostitutivo che - p re cisa Piperno - - una volta richiesto ed attivato rappresenta un vero e proprio obbligo di legge e non una mera facoltà per l ' Amminist razio ne. Dal Comune di Marina di Gioiosa - aggiunge - retto dai commis sari prefettizi unica risposta è quella che il Comune «starebbe effettuando non meglio precisate " ve r i fiche legali " sull ' entità dei propri debiti nei confronti della Locride Ambiente, cosa che conferma l ' esi stenza del presupposto per l ' opera tività dell ' intervento sostitutivo e, cioè, un debito della stazione appaltante verso l " appalt atore " »: in comprensibile quindi «il ritardo (due mesi ) per una verifica che dovrebbe richiedere al più mezz ' ora di lavoro». Poi l ' interrogativo. «E comunque nel frattempo i lavoratori cosa mangiano? Cosa portano in tavola ai propri figli? La verità è che non vi è alcuna volontà di dar corso all ' intervento sostitutivo (si ripete: obbligatorio) e quindi ogni scusa è buona». Il caso di Motta San Giovanni viene, quindi, indicato come cosa che «assume dimensioni addirittura epiche e fantascientifiche, con ritardi abissali di sette mesi nel pagamento delle retribuzioni e ritardi altrettanto spaventosi del Comune nei confronti della ditta. E il Comune che candidamente risponde di non avere i soldi per pagare l ' azien da». Da qui la domanda: «Ma gli stanziamenti nel bilancio (di previsione) che accantonavano i soldi necessari per il servizio (essenziale) che fine hanno fatto? E il bilancio comunale chi lo ha approvato? Certo - conclude Piperno - esistono i rimedi legali e quelli sono stati attivati, ma si sa che i tempi processuali non sono molto compatibili con lavoratori che il problema lo hanno qui e ora, e non hanno certo il tempo di aspettare che i tribunali diano loro le risposte che cercano. Poi non ci si lamenti però se, in certi territori, vi è gente che crede poco o nulla o non ha fiducia nella legge e nella legalità». a . b.

Foto: Locride Ambiente Un operatore