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28/06/2019

Lo stoccaggio rifiuti sospetto Abuso d’ufficio in prescrizione

Corriere del Veneto

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Si prescrive tutto a febbraio 2020 e la prossima udienza sarà il 9 marzo del prossimo anno. Salvo rinunce alla prescrizione degli imputati, finisce nel nulla il processo che avrebbe dovuto chiarire se c'era stato un abuso d'ufficio nelle modalità d'affidamento alla «Daneco Impianti» di Roma, a metà 2012, dello stoccaggio provvisorio di 47.000 tonnellate di rifiuti non pericolosi da conferire alla discarica «Taglietto zero» di Villadose. Ieri in udienza i testi dell'accusa e ci sarebbero ancora una quarantina di testi delle difese da sentire. A ravvivare l'atmosfera il teste Mario Ruin, dipendente della Provincia che - nel 2012 - era il capo Ufficio rifiuti solidi urbani e preparava le istruttorie delle pratiche. A suo dire, se si fosse scelto di portare i rifiuti alla discarica tattica di Sant'Urbano (Padova), ci sarebbe stato un risparmio rispetto alla scelta fatta. Lo stoccaggio provvisorio di 47.000 tonnellate a Villadose è costato circa 7 milioni di euro in 14 mesi. Portando i rifiuti a Sant'Urbano, secondo i calcoli di Ruin, sarebbe costato dai 5,1 ai 5,6 milioni. Ma le difese hanno ricordato che fu la Provincia di Rovigo, a maggio 2012, a indicare non solo la discarica «Taglietto zero» per lo stoccaggio provvisorio, ma anche la «Daneco impianti» come gestore dei rifiuti. Gli imputati sono nove, otto componenti dell'ex consiglio d'amministrazione del «Consorzio rifiuti» di Rovigo e un imprenditore laziale. Per l'Accusa la «Daneco impianti» avrebbe ottenuto un indebito vantaggio patrimoniale di 2,8 milioni di euro grazie all'affidamento dello stoccaggio provvisorio dei rifiuti, senza gara a evidenza pubblica come previsto dal Codice degli appalti. A. A.

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