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30/08/2018

Livorno come L’Aquila Brindano all’alluvione e scattano le manette

Il Centro

Indagato anche l'ex n.1 della protezione civile del Comune Il dirigente avrebbe pilotato le procedure di due appalti
di Enrico Paradisi LIVORNO «Brinderemo all'alluvione». A Livorno, come a L'Aquila per il terremoto, cambiano latitudine e tragedia, ma l'orrore con cui si ascoltano quelle parole pronunciate a un telefono intercettato dalla polizia, rimane identico. La frase, già choc di per sé senza bisogno di accostarla alla memoria delle otto vittime innocenti, emerge infatti da un'intercettazione tra imprenditori nel quadro di un'indagine della procura che ha preso le mosse dalla tragica alluvione del 10 settembre 2017 portando al nuovo arresto di Riccardo Stefanini, l'ex coordinatore della protezione civile del Comune. Stefanini si occupava delle gare d'appalto e secondo quanto è emerso dagli accertamenti della squadra mobile partiti dalla segnalazione dell'amministrazione comunale per «cose strane» che avvenivano nell'ambiente della protezione civile, avrebbe pilotato le procedure di due gare. È così che dopo l'arresto per peculato del maggio scorso, per cui si trovava già ai domiciliari con braccialetto elettronico,ora gli è stata applicata dal gip la stessa misura cautelare. Questa volta con l'accusa di turbativa d'asta e truffa in concorso con Emanuele Fiaschi, finito anch'egli ai domiciliari, titolare della ditta livornese Tecnospurghi per la gara «Multiservizi», e in concorso con Nicoletta Frugoli, rappresentante di Comunicaitalia srl, una società di Roma, per un'altra gara sull'Alert system. La donna ha ricevuto invece una misura interdittiva (divieto di esercitare qualsiasi ufficio direttivo e di rappresentanza, anche commerciale, di persone giuridiche e imprese, per un anno). Frugoli e l'azienda per la quale lavora hanno respinto ogni addebito: «Sono finita in un tritacarne» ha detto parlando di fulmine a ciel sereno. «Lavoro seriamente. Sia io che l'azienda non facciamo queste cose: non ho niente da nascondere». Al centro dell'indagine della procura guidata dal procuratore Ettore Squillace Greco, ci sono tutti appalti sotto soglia, sotto cioè i 41 mila euro. «Gli arresti sono la prova che questa amministrazione e il sottoscritto in particolare hanno fatto bene a chiedere agli investigatori di accendere un faro su alcuni funzionari della protezione civile comunale. Chi voleva lucrare sul disastro dell'alluvione ora non brinda più» ha detto il sindaco Filippo Nogarin. Nel primo caso Stefanini avrebbe convinto un'altra azienda a non partecipare al bando, nel secondo la gara sarebbe stata disegnata in modo che non si presentasse nessun'altra società se non quella rappresentata da Frugoli. Stefanini e Fiaschi, legati secondo chi indaga da un consolidato rapporto fatto di regalie, pacchi e cene offerte dall'imprenditore, sono indagati anche per truffa aggravata ai danni dello Stato.

Foto: Due immagini simbolo dell'alluvione che il 10 settembre 2017 provocò morte e distruzione a Livorno. Il bilancio fu di otto vittime (Ansa)

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