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23/09/2018

L’Isola dei cantieri infiniti il più vecchio dura da 50 anni

La Repubblica - GIOACCHINO AMATO

Quando cominciarono i lavori per la Siracusa-Gela al Quirinale c'era Saragat
Il cantiere partiva mentre al Quirinale c'era Francesco Saragat e i Beatles pubblicavano "Let it Be", l'undicesimo e ultimo album che segnava lo scioglimento della band, era il 1970.
Ma l'autostrada A18 Siracusa-Gela dopo 48 anni è ancora ferma a Rosolini, 40 chilometri sui 130 previsti e costati 8 milioni di euro al chilometro. Solo una delle grandi opere che in Sicilia sono in costruzione da più di un decennio e spesso hanno raggiunto la "maggiore età" senza ancora essere concluse. Stazioni, ferrovie, strade, fogne, ecco la storia delle sette opere più lente dell'Isola regione dove secondo l'ultimo report di Palazzo Chigi per realizzare un'opera pubblica passano fra i sette anni per quelle più piccole ai 20 per quelle da più di 100 milioni di euro.
, pagine II e III Il cantiere partì mentre al Quirinale c'era Giuseppe Saragat e i Beatles pubblicavano "Let it be", l'undicesimo e ultimo album che segnava lo scioglimento della band, era il 1970. Ma l'autostrada A18 Siracusa-Gela dopo 48 anni è ancora ferma a Rosolini, 40 chilometri sui 130 previsti e costati otto milioni di euro al chilometro. La costruzione di altri tre lotti fino a Modica è bloccata da un anno con il concreto rischio che si arrivi alla rescissione del contratto con il consorzio vincitore dell'appalto, il Cosige. E Gela rimane lontana.
In ritardo sui ritardi Mezzo secolo per 40 chilometri di autostrada, un caso limite ma non l'unico in Sicilia. I costruttori Ance hanno censito più di 400 progetti cantierabili per un importo che sfiora i quattro miliardi di euro, già finanziati, che da anni non si riesce a far partire. L'ultimo rapporto del Nucleo di verifica e controllo della presidenza del Consiglio ha monitorato i tempi di realizzazione di 56mila opere pubbliche. I risultati pubblicati poche settimane fa sono disarmanti. In media ci vogliono 15 anni e 9 mesi per realizzare un'opera del costo superiore ai 100 milioni di euro, 4 anni e 4 mesi per quelle più piccole.
Questo in Italia. In Sicilia i tempi crescono di oltre il 15 per cento, nella fase di progettazione e affidamento dei lavori più che in quelli della concreta costruzione.
In Sicilia per realizzare un'opera pubblica passano fra i sette anni ai venti per le grandi opere. Più della metà del tempo è sprecato nei passaggi burocratici fra il progetto e l'agognata apertura e non nella costruzione.
Trent'anni per sette chilometri Come accade per il collettore sud-orientale che da Uditore dopo sette chilometri sotto terra dovrebbe portare ad Acqua dei Corsari le acque reflue di una grossa porzione di Palermo, un'area di 182mila abitanti. Il cantiere si apre nel 1987, dopo avere realizzato un terzo del condotto, l'impresa abbandona il cantiere e l'appalto viene rescisso nel 1993. Si riparte con tutta la trafila e il cantiere riapre nel 2006, ma poi arriva una seconda rescissione del contratto. Adesso l'appalto da 33 milioni di euro per completare l'ultimo tratto è stato preso in carico dal Commissario unico nazionale Enrico Rolle. I lavori non sono ancora partiti, la promessa è di riaprire il cantiere a fine anno e completare tutto entro il 2021. Totale: 34 anni.
Alta lentezza Nel collezionare ritardi record un posto di tutto riguardo spetta alle varie società delle Ferrovie. I casi più emblematici fra le decine di cantieri ad "alta lentezza" sono tre. Il 27 novembre 2000 la società Grandi Stazioni presenta il piano di riqualificazione delle undici principali stazioni italiane.
Per Palermo Centrale 27 miliardi di lire per trasformarla in una "piccola" Roma Termini. Nel 2003 partono i lavori preliminari, si arretrano i binari per fare posto agli spazi commerciali, si chiudono le sale d'aspetto e l'elegante sala vip ma poi tutto si blocca e l'impresa fallisce. Solo nel 2013 ripartono i lavori, ma per la sistemazione della parte esterna e la creazione del nuovo terminal bus accanto al binario 10 in piazzetta Cupani, di recente ultimato ma non ancora aperto.
Dopo 18 anni la maggiore stazione siciliana è ancora l'unica in Italia senza sale d'aspetto, di negozi neanche l'ombra e di fatto è diventata più una stazione per i pullman che per i treni.
Treni senza binari Anche perché nel frattempo altre due opere sono perse nelle nebbie della burocrazia. Il passante ferroviario da 37 milioni di euro che dovrebbe consegnare alla città una ferrovia metropolitana all'avanguardia è ancora al 90 per cento. L'appalto nel 2004 si arena subito e i lavori partono solo nel 2008. Ma i ritardi continuano ad accumularsi, a oggi di altri quattro anni. Le previsioni più ottimistiche parlano di fine 2019, per un totale di 15 anni dall'appalto. Anche la velocizzazione e il raddoppio della Palermo-Catania continuano a slittare, malgrado il famoso decreto "Sblocca Italia" del governo Renzi. Il contratto di servizio per realizzare l'opera e unire i due capoluoghi in meno di due ore è del 2012 e prevede la conclusione delle opere nel 2020, ma tutto rimane fermo fino al 2015. Lo Sblocca Italia cerca di accelerare, stanzia cinque miliardi di euro per la grande opera: inizio cantieri nell'ottobre 2015, conclusione lavori nel 2023.
Ma il primo appalto per il tratto Bicocca-Catenanuova viene aggiudicato solo nel novembre del 2017. E le ultime stime per vedere l'intera Palermo-Catania rimodernata parlano di fine 2027.
Lascia o raddoppia Anche sull'asfalto i tempi sono biblici. Un ultimo esempio riguarda la Palermo-Agrigento e la Caltanissetta-Agrigento. Nel 2004 l'Anas annuncia il loro raddoppio per 2,8 miliardi di euro in quattro anni di lavori. La Palermo-Agrigento, dopo 18 anni, è un cantiere dove i tempi di percorrenza sono aumentati di un'ora e l'unica opera consegnata in anticipo è stato il famigerato viadotto Scorciavacche, il cui cedimento prima dell'apertura costò il posto ai vertici Anas. Per la Caltanissetta-Agrigento l'ultimo ritardo riguarda l'apertura del nuovo innesto all'autostrada A19, dato per imminente da un paio d'anni e la cui apertura sembra essere slittata di altri sei mesi. E in entrambi i casi il raddoppio non riguarderà l'intero percorso.

I punti

Annunci, attese e flop una storia infinita

1Partenza lenta I costruttori dell'Ance Sicilia hanno censito più di quattrocento progetti cantierabili, per un importo che sfiora i quattro miliardi di euro, già finanziati e che da anni non si riesce a far partire 2I tempi italiani Sulla base dell'ultimo rapporto del Nucleo di verifica della presidenza del Consiglio in Italia ci vogliono 15 anni e 9 mesi per realizzare un'opera da oltre 100 milioni, 4 anni e 4 mesi per quelle più piccole 3In Sicilia va peggio Per i tecnici di Palazzo Chigi in Sicilia i tempi crescono di oltre il 15 per cento, nella fase di progettazione e affidamento dei lavori più che in quelli della costruzione. Nell'Isola, per realizzare un'opera pubblica, passano fra i sette e i vent'anni
I cantieri infiniti in Sicilia Avvio dell'opera Presidente della Repubblica Presidente del Consiglio Allenatore della Nazionale Hit parade Collettore fognario sud-orientale di Palermo 1987 Francesco Cossiga Bettino Craxi Azeglio Vicini "Si può dare di più" di Morandi, Ruggeri e Tozzi Raddoppio delle strade statali Palermo-Agrigento e Caltanissetta-Agrigento 2004 Carlo Azeglio Ciampi Silvio Berlusconi Marcello Lippi "Un senso" di Vasco Rossi Riqualificazione della Stazione centrale di Palermo 2000 Carlo Azeglio Ciampi Giuliano Amato Giovanni Trapattoni "Beautiful Day" degli U2 2012 Giorgio Napolitano Palermo Velocizzazione e raddoppio ferrovia Palermo-Catania Mario Monti Cesare Prandelli "Gangnam Style" di Psy Passante ferroviario di Palermo Agrigento 2004 Carlo Azeglio Ciampi Silvio Berlusconi Marcello Lippi "Un senso" di Vasco Rossi Caltanissetta Gela Autostrada Siracusa-Gela 1970 Giuseppe Saragat Mariano Rumor Ferruccio Valcareggi "Let it be" dei Beatles Catania Siracusa

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