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06/06/2019

L’incubo è finito Riaperto il ponte dopo 637 giorni Limite dei 50 orari

Gazzetta di Mantova - Riccardo Negri

Il taglio del nastro per l'infrastruttura provvisoria Il primo a transitare è stato un motociclista viadanese casalmaggiore
CASALMAGGIORE. L'incubo è finito: dopo 637 giorni di chiusura, ieri pomeriggio il ponte sul Po Casalmaggiore-Colorno è stato finalmente riaperto al traffico. Il primo a passare, dal lato cremonese, è stato il motociclista viadanese Alberto Morini. Quasi di incredulità, i primi commenti postati a caldo dagli utenti sui social. «Incredibile - hanno scritto alcuni - sono passato in soli quindici minuti».Un miglioramento notevole della qualità di vita, e una netta diminuzione dei costi di trasporto, dopo che, per quasi due anni, per compiere il tragitto Casalmaggiore-Colorno sono serviti non meno di quaranta minuti, a causa del passaggio obbligato per Viadana-Boretto. Il taglio del nastro è stato alle 16, sul versante parmense. Tra i presenti: il presidente della Provincia di Parma (ente che ha curato l'appalto dei lavori di riqualificazione) Diego Rossi, l'assessore a trasporti e infrastrutture di Regione Emilia-Romagna Raffaele Donini, il vice Presidente della Provincia di Cremona Rosolino Azzali, il sindaco di Colorno Cristian Stocchi e quello di Casalmaggiore Filippo Bongiovanni. Presenti numerosi altri sindaci dell'area Oglio-Po e gravitante sull'ex statale Asolana. Rossi ha espresso la sua personale grande soddisfazione per la conclusione di lavori così importanti per il territorio, portati a termine nei tempi prefissati dal raggruppamento di imprese Primo Micheli - Consorzio Coimpa. «Il progetto di intervento - ha ricordato il presidente - era stato predisposto in tempi record. Prima di arrivare ai cinque mesi di cantiere, sono poi purtroppo occorsi altri sette mesi di procedure preventive burocratiche: tempi non comprimibili, a norma del nuovo Codice degli appalti. Chi parla di ritardi e omissioni, non sta parlando di noi». Rossi ha ringraziato tutti coloro che hanno in qualche maniera partecipato al lavoro di squadra, «a partire dagli amministratori che mi hanno preceduto, che si sono adoperati per ottenere il finanziamento, e dall'allora ministro Graziano Delrio, che aveva reperito i 6 milioni di euro necessari, stanziandoli velocemente con un apposito decreto». Rossi ha citato inoltre il progettista Fabio Scaroni, gli uffici che hanno predisposto la gara («che ha superato il vaglio di ben quattro sentenze tra Tar e Consiglio di Stato»), la Provincia di Cremona e le imprese. «Queste - ha sottolineato Rossi - hanno operato in un cantiere tecnicamente complesso, a grandi altezze sia in golena che sull'acqua, nel rispetto dei tempi ma con la massima attenzione alla sicurezza dei lavoratori. Le maestranze hanno lavorato a turni serrati, anche nei giorni festivi». Il ponte è ora percorribile in entrambi i sensi di marcia, con il limite di velocità dei 50 chilometri orari. Il transito è precluso ai mezzi di peso superiore alle 44 tonnellate. Sono disposti il divieto di sorpasso e il rispetto di una distanza minima tra i veicoli pari a 50 metri. L'intervento di "incerottamento" si è reso necessario per ripristinare la solidità delle travi, che erano apparse lesionate al punto da mettere gravemente a repentaglio la sicurezza del manufatto. A seguito dei lavori, le prestazioni delle strutture di impalcato sono tornate in linea con quelle per cui il ponte era stato originariamente progettato. E' già noto, peraltro, che la vita utile residua dell'infrastruttura è stimata in dieci anni: lasso di tempo entro il quale occorrerà provvedere alla costruzione di un nuovo ponte. --Riccardo Negri BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI