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04/07/2019

L’ex biblioteca provinciale e la ristrutturazione fantasma

La Gazzetta Del Mezzogiorno

CRISTIANA LOPOMO l 18 novembre 2010 - 15 aprile 2013: inizio e termine dei lavori di recupero funzionale e riqualificazione dell'ex Biblioteca provinciale - Archivio di Stato di corso Garibaldi, come indicato dal cartello di un cantiere infinito, fermo da sempre. Ingabbiata in un reticolo di impalcature sul lato a vista, dà segni di inesorabile sgretolamento la parte retrostante lasciata libera. Torna a sollecitare chiarezza su questo «affaire che si protrae dal 2002, con il comodato d'uso, a firma dell'allora ing. Vito Santarsiero della Provincia e del Ministero dei Beni Culturali - Direzione regionale dell'Archivio di Stato - Stazione appaltante», il coordinamento provinciale di Cisal Fpc che, in un comunicato a firma del Coordinatore provinciale, Domenico Santarsiero, non prescinde dall'evidenziare il recente cambio al vertice, alla direzione dell'Archivio di Stato Stazione appaltante «Sostituita nottetempo dal Ministero la dott.ss Verrastro, la duplice funzione ad inizi 2019 è avocata dal dott. Paolo Olita responsabile de facto di una "terza" e imminente a giorni (ri)apertura». «Chiunque osservi la struttura - si legge nel comunicato - può rendersi conto che mai alcun intervento è stato messo in essere da D'Auria Costruzioni & Servizi integrati srl Engineering Service, ditte subentrate alla fallita precedente ditta appaltatrice Pouchain srl e che avrebbero dovuto consegnare i lavori nel 2013 alla Stazione appaltante dei lavori, Archivio di Stato, per conto del Ministero dei Beni Culturali. Tutto fa presupporre che il cantiere, parte di un gioco a più livelli, lasci ampissime zone grigie inesplorate o forse più di un buco nero, come pure la stampa ha titolato al riguardo. Denaro pubblico senza alcun dubbio usato con discreta disinvoltura in cui si inserisce anche la Regione Basilicata come mostra l'attuale cartello di cantiere che non indica importo alcuno in difetto di legge, "prestatore" in ultima istanza di Fondi europei. Suggello che - prosegue Cisal Fpc nella nota - il Direttore generale del Ministero dei Beni Culturali, dovrebbe compiere nella città di Potenza, sede degli accadimenti al netto delle denunce all'Autorità giudiziaria e Corte dei Conti nel 2014 e 2015 e di una seconda comunicazione inoltrata anche al Prefetto a maggio 2018». Di «una terza fantomatica riapertura» di quello che è «un buco nero senza fondo» ci parla al telefono Michele Annunziata, Coordinatore provinciale Cisal Beni Culturali Basilicata, che dell'intricata vicenda conosce ogni minimo dettaglio tanto da aver pubblicato a giugno 2015 su YouTube un video-denuncia di una decina di minuti, tra l'altro con bellissime foto storiche in bianco e nero, e 5/6 anni fa ha denunciato ai NAS la fuoriuscita di amianto dalla struttura. «È un susseguirsi di riaperture e chiusure che dall'esterno però non appaiono: è stato annunciato che oggi a Potenza verrà il Direttore generale del Ministero dei Beni Culturali. Nei giorni scorsi è già venuto il direttore degli Archivi del Ministero: venuto per mettere il "sigillo" su un'ipotetica "ter za" riapertura, per sanare la situazione con la previsione dell'avvio di un "nuovo" even tuale intervento e magari con un ulteriore stanziamento di fondi».

Foto: VISITA


Foto: Annunciata per oggi la visita alla struttura del direttore del Ministero dei Beni Culturali