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15/12/2018

Le multiutility e i nuovi appalti, è sciopero contro i tagli

Corriere della Sera - Enrico Marro

La Lente
Sciopero generale e manifestazione davanti alla Camera dei deputati, lunedì, dei lavoratori del settore elettrico, gas e acqua. L'agitazione è proclamata dai sindacati Filctem-Cgil, dalla Femca e Flaei della Cisl e dalla Uiltec. Che sono in allarme per «il futuro di 70 mila posti di lavoro» a causa di un articolo del Codice degli appalti e di altre norme che, denunciano Carlo Meazzi e Nora Garofalo, segretari della Flaei e della Femca, «rischiano di produrre effetti devastanti su tutte le multiutility». L'articolo «incriminato» è il 177. Esso stabilisce che i titolari di concessioni del gas e dell'elettricità, già in essere al 18 aprile del 2016 e che abbiano ricevuto l'affidamento senza gara, dovranno affidare una quota dell'80% dei propri contratti di concessione di importo superiore a 150 mila euro mediante procedura di evidenza pubblica, potendo ricorrere ad aziende collegate o controllate solo per il restante 20%. Da sola, questa riforma, sottolineano i sindacati, ha un impatto su circa 28 mila addetti. Altri 40 mila sono invece interessati dalle modifiche alla legge Galli del 1994 sul servizio idrico, che potrebbero bloccare «2,5 miliardi di investimenti». Tutte queste norme, pensate per aprire il settore alla concorrenza, possono avere pesanti ricadute sull'occupazione, sostengono i sindacati, che lamentano, anche in questo caso, la mancanza di dialogo col governo.

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