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05/12/2018

Lavoro, per il porto è un autunno caldo

Il Messaggero

C'è attesa per l'assegnazione dello scarico del carbone Alla gara hanno partecipato tre ditte, Minosse dà battaglia
IL CASO
C'è attesa negli ambienti portuali per l'esito della gara per l'affidamento dello scarico del carbone da parte dell'Enel. I termini del bando si sono chiusi lunedì scorso ad allo scadere solo tre sono risultate le società interessate all'appalto. E tutte di Civitavecchia. «Si tratta - afferma il vice presidente di Minosse, Maurizio Iacomelli - della stessa Minosse, la società costituitesi oltre 10 anni fa all'epoca della riconversione a carbone proprio per effettuare per conto della spa questo tipo di servizio specializzato, e di altre due ditte locali, Interminal ed una ati composta da Spedimar e impresa Sacchetti». Come era prevedibile, anche alla luce delle tensioni che si erano create con questa gara la scorsa estate e che hanno visto mediare sindacati e istituzioni tra cui la stessa Regione ed il Comune, l'Enel si è presa qualche giorno di tempo per vagliare le tre offerte e scegliere a chi affidare il servizio. Ovviamente sono tutte società, come prevede la legge 84/94, già in possesso dell'articolo 16 che autorizza le operazioni portuali. «Ma solo Minosse come aveva specificato il legale della società Angelo Sammarco attualmente possiede l'art.16 specifico per questo tipo di operazione». In attesa di conoscere l'esito della gara, comunque, la società Minosse prosegue la sua battaglia legale contro un bando che definisce illegittimo, dalla denuncia presentata in Procura infatti è scaturita una indagine che il pm Alessandro Gentile ha affidato alla Polmare, mentre bisognerà attendere gennaio per conoscere il responso del Tar.
Ma in questi giorni a tenere col fiato sospeso gli ambienti portuali non è solo lo scarico del carbone. Resta alta la tensione per la vertenza sulle banane (che ieri sono state regolarmente scaricate alla banchina 24 come previsto dalla nuova ordinanza del presidente dell'Adsp, Francesco Maria di Majo) con il terminalista Rtc che avrebbe presentato una nuova denuncia contro Molo Vespucci. Cresce la preoccupazione sia per il futuro della Pas, sia per quello di Port Mobility. Dopo l'incontro dei sindacati con i vertici della società che fa capo all'avvocato Edgardo Azzopardi, i rappresentanti di categoria hanno chiesto un incontro urgente all'Authority, che al momento non è stato ancora fissato. E cresce il timore che senza un piano dei servizi con l'ente portuale sia a rischio il futuro dei 120 dipendenti dell'ex partecipata, mentre sembra quasi scontato che in assenza di garanzie per il 2019 non saranno chiamati i 22 stagionali.
Cristina Gazzellini
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