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13/12/2018

Lavori senza gare d’appalto, l’Anac boccia l’operato dell’Asl 1

Il Mattino

Lavori affidati a trattativa diretta, convocazioni ad horas di squadrette di operai, anche se in mancanza del criterio dell'urgenza, quindi dell'emergenza per la pubblica incolumità. E ancora: non sono state rispettate le regole della circolarità delle convocazioni, quelle imposte dal principio del buon senso («come un buon padre di famiglia»).
Sono questi i punti sottolineati all'interno di un deliberato dell'Anac, l'autorità anticorruzione guidato dal presidente Raffaele Cantone, nei confronti dell'Asl Napoli uno. Un affondo che viene indirizzato ovviamente alla principale azienda sanitaria del territorio cittadino, ma anche alla Corte dei conti e alla stessa Procura di Napoli. Qual è il punto? Ci sono diversi lavori che sono stati assegnati senza convocare gare d'appalto, utilizzando una serie di escamotage amministrativi che incassano ora pesanti rilievi da parte dell'autorità anticorruzione.
Ma proviamo a ricostruire il ragionamento fatto dalla massima autorità in materia di appalti. Si legge nella delibera dell'Anac: ci sono imprese che, pur non essendo in possesso dell'attestato di qualificazione per l'esecuzione di lavori pubblici, c'è un'impresa che risulta ugualmente affidataria di tre interventi al di sopra della soglia consentita (150mila euro).
Per una ditta che ha operato in uno dei presidi ospedalieri napoletani - si legge nell'informativa - risultano assegnati sette appalti per oltre un milione di euro, in assenza di ulteriori elementi giustificativi, nelle relative procedure di affidamento; non sembrano essere stati rispettati i principi di libera concorrenza, parità di trattamento e rotazione».
Ma entriamo nel merito, andiamo al Pellegrini: sotto i riflettori dell'Anac finiscono i lavori di impermeabilizzazione del terrazzo di copertura e ripristino di alcune stanze; stesso intervento al presidio D'Aosta; mentre al polo ospedaliero Bianchi di Calata Capodichino, si ragiona sulla somma urgenza del ripristino di un muro perimetrale; riflettori sul complesso ospedaliero degli Incurabili e altri interventi di questa natura in altri ospedali. Poi spicca il caso Capilupi, siamo nel 2015, quando viene ordinato di eseguire ad horas lavori di rifacimento del cornicione pericolante alla sommità della faciata dell'ospedale Capilupi; stesso intervento di urgenza per le facciate dell'ospedale. Cosa viene sottolineato dall'Anac? «Nella maggioranza dei casi, le situazioni considerate d'emergenza non appaiono derivare da eventi imprevedibili o calamitosi, ma sembrano piuttosto originate da mancanza di manutenzione ovvero di carente programmazione nelle attività necessarie a preservare i beni in buono stato di conservazione, l'assenza delle quali ha ingenerato situazioni di rilevante degrado che appaiono esistenti da tempo e certamente note». Sotto i riflettori alcune ordinanze del comune isolano, nel tentativo di comprendere le valutazioni adottate nelle procedure amministrative.
l.d.g.
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