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15/06/2019

«L’appalto è regolare» Il depuratore sbloccato dal Consiglio di Stato

Brescia Oggi

Il mega depuratore di Concesio esce da una angusta strettoia che rischiava di dilatare i tempi di costruzione dell'opera. Il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso presentato dall'Azienda Servizi Valtrompia, annullando la sentenza del Tar che aveva invalidato il bando di gara per la realizzazione dell'impianto destinato a servire un bacino di 85 mila abitanti, ovvero undici Comuni del comprensorio della Valtrompia. A DICEMBRE I GIUDICI del tribunale amministrativo di Brescia avevano accolto il ricorso presentato da Suez Trattamento Acque - capogruppo del raggruppamento temporaneo di imprese Sideridraulic System, Vezzola, Ingeco Cherubini Walter Vivaio del Garda -, annullando l'appalto da oltre 26 milioni di euro. L'Azienda Servizi Valtrompia aveva affidato i complessi lavori all'impresa Torricelli, a sua volta alla testa del raggruppamento temporaneo con Giovanni Putignano & Figli e Facchetti Costruzioni.Il bando di gara - con base fissata a 26.627.759 euro - contemplava la redazione del progetto esecutivo, la messa in esercizio dell'impianto e il successivo collaudo di dieci mesi. I CANDIDATI DOVEVANO dimostrare di avere tutte le capacità tecniche per eseguire l'opera. Per integrare i requisiti, la Facchetti Costruzioni aveva stipulato un contratto di avvalimento (collaborazione) con l'azienda Deldossi, specializzata in un ramo in cui il raggruppamento era carente. La Deldossi avrebbe messo a disposizione della Facchetti Costruzioni tutte le risorse per consentire l'esecuzione della porzione di opera per un valore pari a 9.423.953 euro. Nel dettaglio, la Daldossi avrebbe fornito 6 operai e 2 autocarri. Secondo Suez, seconda classificata nella gara di appalto, l'esiguità di strumenti e risorse umane messe a disposizione dalla Deldossi alla Facchetti Costruzioni non sarebbe stata sufficiente ad ottenere un'adeguata Soa, una certificazione indispensabile per ottenere l'appalto.NEL RILEVARE «l'inadeguatezza della dotazione di risorse umane e strumentali», in prima istanza il Tar aveva stabilito l'invalidità dello strumento contrattuale, e quindi l'illegittimità dell'ammissione alla gara del raggruppamento temporaneo di imprese capitanato da Torricelli.Non dello stesso parere il Consiglio di Stato, che con una sentenza dettagliata sotto il profilo tecnico - per quanto riguarda le condizioni di avvalimento e i regolamenti contrattuali - ha sottolineato «l'erroneità nella valutazione del primo giudice», ribaltando quindi la decisione e sbloccando l'iter per la costruzione del nuovo depuratore. Le procedure d'appalto insomma sono state regolari. Al netto di improbabili nuovi ricorsi al presidente della Repubblica, i cantieri del depuratore dovrebbero partire di slancio. In realtà alcune opere propedeutiche sono già state realizzate. L'impianto salvo contrattempi sarà pronto entro la fine del prossimo anno. © RIPRODUZIONE RISERVATA